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    Sergio Abramo

    Catanzaro, sindaco Abramo: ‘No a parchi eolici su suolo comunali’

    Evitare sul territorio di Catanzaro un “eolico selvaggio” che potrebbe infliggere profonde ferite al patrimonio paesaggistico del Capoluogo. In altre parole, il Comune di Catanzaro, in presenza di una normativa nazionale e regionale molto discutibile e contraddittoria, è intenzionato a frenare l’installazione di nuove pale eoliche o mini-eoliche in siti che possano compromettere il paesaggio. Più in generale, il sindaco Abramo si dichiara contrario all’installazione di nuovi parchi eolici o impianti mini-eolici privati sul suolo comunale in base ad una legge regionale che ha di fatto liberalizzato il settore, dando sfogo a speculazioni di ogni tipo. Una normativa regionale che nessuna forza politica, né di destra né di sinistra, ha contrastato. I crinali dei Comuni calabresi sono stati invasi dagli impianti privati senza alcuna ricaduta positiva, né ambientale né economica.

    Allo scopo di individuare una strategia unitaria e tecnicamente perseguibile in tempi brevi, il primo cittadino ha convocato per mercoledì pomeriggio una conferenza dei servizi allargata a tutti i capigruppo consiliari.

    Si partirà dal riesame della procedura autorizzativa semplificata (PAS) che ha consentito l’installazione di una pala sul crinale del Sansinato per verificare se esistono margini, sia pure strettissimi, per un’azione amministrativa di contrasto a tale attività. Come è noto, la normativa regionale, che a sua volta recepisce quella nazionale, consente ai privati di innalzare un impianto mini-eolico (fino a 1000 watt) presentando semplicemente una dichiarazione documentata al Comune.

    Ma il sindaco è preoccupato più in generale di ulteriori istanze, oltre che di nuove autorizzazioni regionali in materia di Parchi Eolici composti da più pale, che potrebbero invadere il territorio.

    C’è dunque la necessità di superare un periodo di inerzia che parte dal 2009 per arrivare ai giorni nostri, varando uno strumento urbanistico che indichi con precisione i siti su cui è possibile installare gli impianti e soprattutto i siti di interesse paesaggistico su cui tale attività dovrà essere assolutamente vietata.