La donna è rimasta incatenata per circa due ore con il figlio minore.
Una donna, E.M., 56enne di origine albanese, è rimasta incatenata per circa due ore davanti all’Unione dei Comuni di Isca sullo Iono, in provincia di Catanzaro, assieme al figlio minore di 12 anni. Dietro il gesto di protesta, secondo quanto raccontato dalla donna, la precaria condizione economica in cui la sua famiglia versa dalla morte del marito. “Non mi muovo da qui e mio figlio resta con me fino a quando non riceverò la pensione di reversibilità che ci spetta di diritto”, ha detto ai dipendenti dell’Unione dei Comuni. Sul posto, per risolvere la situazione, il capitano Saverio Sica, comandante della della Compagnia dei carabinieri di Soverato, e il Maresciallo Sandro Pagano, comandante della Stazione dei carabineiri di Isca, che hanno convinto la signora a slegare il figlio. La vicenda era già nota ai servizi sociali del comprensorio che in più di una occasione hanno sostenuto economicamente la donna in difficoltà, aiutandola anche a sbrigare la pratica all’Inps, ma E.M. non era convinta che l’iter burocratico all’Inps fosse stato effettivamente svolto, da qui il motivo della protesta. Per persuaderla i carabinieri l’hanno condotta presso gli uffici dell’Inps di Soverato, dove la signora ha constatato che la pensione di reversibilità inizierà ad esserle erogata da giorno uno ottobre.
(Clara Varano)







