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    Catanzaro: il ministro Giannini all’inaugurazione del plesso Manzi

    L’intitolazione ad Alberto Manzi, il mitico maestro televisivo di “Non è mai troppo tardi”, del plesso Casciolino dell’Istituto comprensivo “Vivaldi” avverrà alla presenza del ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

    La titolare del ministero di viale Trastevere ha accettato di buon grado l’invito che gli è stato rivolto dal sindaco Sergio Abramo. Si tratterà, in assoluto, della prima visita ufficiale del ministro Giannini in Calabria.

    L’iniziativa, prevista per mercoledì 15 ottobre, vedrà, inoltre, la partecipazione della figlia del maestro elementare per eccellenza, Giulia, autrice del libro “Il tempo non basta mai. Alberto Manzi una vita tante vite” che presenterà nell’arco della giornata.

    Una targa affissa sulla colorata parete dell’edificio scolastico-modello del quartiere marinaro, completamente rinnovato e sicuramente fra i più belli della città, ricorderà, grazie alla decisione del sindaco Sergio Abramo condivisa dall’assessore alla pubblica istruzione, Antonio Sgromo, quell’uomo che ebbe il merito di insegnare a milioni di italiani, tra il ’60 e il ’68, a scrivere e a leggere.

    Commentata con positività ed entusiasmo dal mondo scolastico e, in particolare, dal dirigente dell’istituto comprensivo, Caterina Anania, la scopertura della targa sarà certamente un momento importante per il mondo scolastico cittadino.

    Nel corso dell’iniziativa, Giulia Manzi, non mancherà di raccontare aneddoti e particolari della vita del padre che tanto ha dato al mondo scolastico e alla diffusione dell’alfabetizzazione nelle classi sociali più umili.

    “Era partito per il Perù con la sua valigetta che non faceva toccare a nessuno, con dentro barattoli di conserva: alcuni contenevano bombe a mano costruite in casa, in grado di produrre fumo e un forte boato, e lui alla dogana era velocissimo con le mani nel confondere gli agenti e aprire solo quelle con il pomodoro…”, è uno dei racconti contenuti nell’ultimolavoro di Giulia che, a diciassette anni dalla morte, racconta le tante vite del padre prendendo come traccia una lunga autointervista ricevuta dalla madre Sonia Boni, seconda moglie di Alberto.

    “Gli anni più difficili sono stati gli ultimi – scrive Giulia -, quelli da sindaco di Pitigliano (Grosseto), dove ha toccato con mano gli aspetti più beceri della politica, e poi la malattia: fino all’ultimo non ha voluto cedere a compromessi, fino all’ultimo ha chiesto “Onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo…”. Questo era Alberto Manzi, il mio papà”.