La Cultura calabrese al centro degli interessi Unesco, dalla Varia di Palmi alla Sila.
La Varia di Palmi, la Sila, come riserva delle biosfere, e il duomo di Cosenza, come simbolo di cultura e di pace, sono i primi tre patrimoni che l’Unesco ha riconosciuto alla Calabria. Sulla base dei tre riconoscimenti già ottenuti, la Regione Calabria, ha deciso di costituire il comitato tecnico scientifico Unesco calabrese, che avrà il compito di promuovere e sostenere le candidature dei beni calabresi all’Unesco. A presentarlo a Catanzaro, l’assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri. “Far parte di elenchi esclusivi come quelli dell’Unesco – ha detto Caligiuri – è un riconoscimento importante per tutta la Calabria. Per questo motivo stiamo cercando di avere una visione globale su quello che può essere proposto e valorizzato. Il motivo per il quale oggi nominiamo i membri del comitato è proprio questo. Ciascun componente si farà promotore di un bene e insieme cercheremo di candidare quelli che andranno a valorizzare la Calabria agli occhi del mondo”. Presidente del comitato Domenico Romano Carratelli che ha sottolineato come “dare dignità alla regione sul piano culturale ci aiuterà a riconquistare dignità nel Paese”. Tra le candidature già al vaglio dell’Unesco la Calabria annovera la Sila, come patrimonio materiale dell’Umanità, e il Codex purpureus rossanensis, come patrimonio immateriale Memoria del mondo. “La nostra intenzione – ha concluso l’assessore Caligiuri – è quella di candidare nei beni immateriali le minoranze linguistiche e il Codex Romano Carratelli”.






