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Catanzaro, Calabria Etica alla manifestazione E-Labora

25 Settembre 2014
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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Ancora un importante appuntamento seminariale-informativo con il progetto “Misure di contrasto al fenomeno della segregazione sociale in area urbana”. Cornice dell’evento, l’iniziativa della Provincia di Catanzaro, E-Labora, all’interno della quale, nella sala congressi del Museo Musmi, è stato fatto il punto del Progetto Segregazione. Al dibattito, che ha visto la presenza di un pubblico attento e interessato e moderato dal responsabile della comunicazione del progetto, Antonio Cannone, ha portato i saluti, Filippo Pietropaolo, dirigente del Settore Lavoro e formazione della Provincia di Catanzaro il quale ha salutato con favore il progetto gestito da Fondazione Calabria Etica, rimarcando in particolare il ruolo e le funzioni sinergiche con i Centri per l’impiego. Nel caso della provincia catanzarese, con gli sportelli di Catanzaro, Lamezia e Soverato. Dopo i saluti di Pietropaolo, l’intervento del presidente di Calabria Etica, Pasqualino Ruberto che ha inteso puntare l’attenzione sui fenomeni sociali che interessano il territorio calabrese, svolgendo un’attenta e puntuale analisi politica-economica sui fattori che determinano l’emergenza calabrese. Una fotografia reale dei bisogni nei vari territori della nostra regione attraverso il quale, il presidente Ruberto, ha enucleato una serie di ragioni che testimoniano l’importanza di porsi come obiettivo quello della comprensione dei bisogni e la via per cercare soluzioni praticabili. E la mission di Calabria Etica è una delle risposte più concrete. Dal canto suo, Maria Teresa Marino, direttore della Fondazione ha messo in rilievo le “complessità del progetto segregazione” che si pone l’obiettivo di focalizzare i disagi presenti nelle aree urbane della regione e monitorare i bisogni per cercare soluzioni che possono servire a implementare l’offerta istituzionale in termini di sostegno ai più bisognosi, alle fasce deboli e a rischio. Giuseppe Critelli, responsabile scientifico ha spiegato il “senso del progetto”, spiegando l’importanza che riveste il Comitato scientifico che supporta il progetto stesso, con particolare riferimento al disagio nelle città e con le conseguenti implicazioni sociali che ne derivano. Le strategie della Regione Calabria e in particolare del Dipartimento 10, sono state spiegate da Cosimo Cuomo, dirigente del settore Politiche sociali che si è soffermato sugli obiettivi dell’intervento. Un progetto utile – lo ha definito Cuomo – per capire meglio la crisi in atto e le difficoltà in cui vivono le più diversificate fasce sociali. In questo contesto, i Centri di ascolto sono una sorta di “avamposto”. Quindi, è necessario costruire una rete tra Enti e altri soggetti impegnati sul territorio per interagire. Giuseppe Campisi, responsabile del Progetto obiettivo-Dipartimemto 10 della Regione, ha invece parlato dei Centri per l’Impiego che svolgono un ruolo fondamentale e sono funzionali al progetto, senza i quali, a parere di Campisi, l’intervento stesso perderebbe di significato. Lo stato di attuazione del progetto, è stato illustrato da Vincenzo Mancuso, che ha relazionato sulla struttura funzionale, illustrando nei dettagli e con l’ausilio di slide, le fasi attuative del progetto. Mancuso ha parlato di struttura non statica, ma dinamica che si confronta con i territori, puntualizzando il ruolo fondamentale degli operatori impegnati direttamente nei quartieri, soprattutto laddove il disagio è maggiore. Mancuso ha poi reso noto i numeri che riguardano i primi mesi di intervento nelle città interessate al progetto per un totale di circa 6000 utenti. Così suddivisi: Reggio Calabria 3740; Lamezia Terme, 1373; Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone 1205. Di significato particolare per saggiare il polso concreto dell’effetto sui territori, l’intervento di Chiara Macrì, responsabile area nella città di Lamezia Terme, la quale, sempre attraverso l’utilizzo di apposite slide, ha illustrato l’inteso lavoro nei quartieri della città della Piana. Un lavoro difficile, ha evidenziato la Macrì, in un contesto di grande disagio e di povertà. Tant’è che gli operatori nell’espletamento delle loro funzioni sono coinvolti anche dal punto di vista umano. I Centri di Lamezia operano in sinergie con le Associazioni sul territorio e spesso fungono anche da pungolo per le Amministrazioni locali a vari livelli. Altro contributo significativo è stato quello dell’esperta, Maria Stella Fresca che ha puntato il suo intervento sull’importanza della costruzione di una rete con le Associazioni, Enti, parrocchie, Diocesi e quanti operano sui territori. Oltre al progetto segregazione, ha rimarcato la Fresca, gli utenti hanno l’occasione di informarsi anche sul resto delle attività e degli altri progetti portati avanti da Calabria Etica. A concludere i lavori, il prof Marco Musella dell’Università degli Studi Federico II di Napoli e membro del Comitato scientifico di valutazione del progetto, che non ha esitato a fare un plauso alle motivazioni sociale degli stessi operatori che lavorano nei Centri di ascolto. Musella ha evidenziato i pregi del progetto, soprattutto nelle fasi di ascolto e risposta all’utenza che di fatto rappresentano un’unica e utile conditio che permette di monitorare subito i disagi e offrire riposte.

Tags: calabria eticacatanzaroe-labora
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