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Bova (RC): commemorazione dei morti civili

11 Settembre 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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I rintocchi della campana di marzo nel campanile della Concattedrale della Chora grecanica, alle 11,30 del 2 settembre c. a., hanno richiamato alla memoria il bombardamento alleato subito dal paese 71 anni fa, cui si è aggiunto quest’anno il dolore per la prematura dipartita del grande campanaro, Maresciallo Leo Casile. Nel pomeriggio la comunità bovese, unitamente alle autorità civili e militari, si è ritrovata nella chiesa di S. Caterina per celebrare una S. Messa in suffragio delle anime dei civili morti. Ad inizio della cerimonia il Sindaco, Dr. Santo Casile, ha letto i nomi dei 27 martiri. IL sac. Don Natale Spina nell’omelia ha esortato tutti a rifiutare la logica della guerra e a condividere l’orientamento della fratellanza cristiana, che genera la pace. Alla fine della cerimonia ha benedetto i fedeli e la corona di fiori offerta dall’Amministrazione Comunale. All’uscita della chiesa si è formato un lungo e partecipato corteo che ha attraversato le strade principali del paese, per andare a deporre la corona ai piedi del Monumento ai Caduti, dove si è osservato un minuto di silenzio ed è stato recitato un requiem. La manifestazione è proseguita nella Sala consiliare, dove il Sindaco ha invitato il signor Antonino Iiriti a portare la sua testimonianza. L’anziano bovese con voce rotta dall’emozione ha rievocato i tragici momenti che ha vissuto in prima persona. Ha svelato di essersi salvato per miracolo, perché una bomba, pur penetrando nella sua abitazione, perforando il tetto e infilandosi in una botola, toccando terra nel catoio, non è esplosa. Parafrasando i famosi versi dei Sepolcri di Ugo Foscolo, Fortunato Mangiola, studioso di storia locale, ha affermato che “A egregie cose il forte animo accendono” le memorie dei morti, soprattutto i caduti in guerra, compresi i civili inermi, come è il caso di Bova. Come ha scritto Vincenzino Siciliano (già segretario comunale di Bova) suocero del Mangiola, nella pubblicazione “I morti di Bova nell’incursione aerea del 2 settembre 1943”, la città grecanica subì un’immane tragedia. Il paese fu squarciato, i feriti numerosi e ben 26 innocui cittadini furono vittime del proditorio attacco dal cielo. L’autore fissò il momento alle ore 11,30 e immediatamente “il meriggio si cangiò in mezzanotte!”. Non fu questo l’unico tributo di sangue della bella cittadina erede della gloriosa civiltà magno-greca. All’elenco si deve aggiungere il seminarista Antonio Volontà, morto a Reggio nello scoppio della polveriera e altri 15 caduti al fronte, che fanno un totale di 42 vittime bovesi della Seconda Guerra Mondiale, i cui nomi sono incisi sul Monumento ai Caduti. Sullo stesso sono stati iscritti i caduti della Prima Guerra Mondiale in numero di 51. Sul Monumento alla Vittoria di Reggio Calabria il numero è elevato a 54, mentre ricerche svolte all’Anagrafe comunale aumentano di altre due unità il numero dei morti per un totale di 56 caduti in guerra. Se si vuole fare memoria ampia e dettagliata, ha proposto F. Mangiola, si potrebbe allestire una mostra per il 24 maggio prossimo, nella ricorrenza del primo Centenario della Grande Guerra 1915-1918 e fare una pubblicazione per il 4 novembre 1915, anniversario della vittoria. Condividendo il pensiero di alcuni storici, che considerano le due guerre una sola Grande Guerra Mondiale, la programmazione degli eventi sopra proposti dovrebbe abbracciare ambedue i periodi del 15-18 e del 40-45. Bisognerebbe trovare materiale a sufficienza, tipo Ruoli matricolari, Fogli matricolari, lettere e cartoline da e per il fronte, fotografie, dichiarazioni integrative, racconti orali e quant’altro. Il Sindaco e gli assessori, Pietro Mangiola e Pino Casile, hanno accolto favorevolmente la proposta e si sono impegnati a mettere in moto la macchina comunale per trovare tutto il materiale in possesso del Comune. Il Dr. Casile ha annunciato che invierà una lettera a tutti i bovesi per coinvolgerli nell’iniziativa, per onorare degnamente gli eroi bovesi. Invitato dal Sindaco a concludere i lavori, L’avv. Amilcare Mollica, presidente della “Fondazione Prof. Edoardo Mollica” nonché fratello del defunto, ha dichiarato di ammirare la sensibilità dei bovesi, la disponibilità dell’Amministrazione e ha aggiunto che come fondazione darà il suo apporto per la rinascita culturale, sociale ed economica della Chora grecanica. A proposito di cultura, nell’intermezzo delle celebrazioni è stato presentato il libro intitolato “Il sole è il sangue” di Domenico Talia. L’introduzione è stata curata da Carmelo Giuseppe Nucera, presidente del circolo Apodiafazzi, che ha offerto la sua collaborazione per le iniziative di cui sopra. La relazione è stata tenuta dal prof. Franco Altimari, docente di letteratura presso l’Università di Cosenza alla presenza dell’autore.
Il Sindaco
Dr Santo Casile

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