di Clara Varano – “Il mio concetto di musica è molto psicologico. Innanzitutto mi connetto al mio strumento, poi con i miei compagni di viaggio e ascolto il suono del pubblico. Sono un provocatore, quindi inizio lanciando degli input ai miei musicisti e al pubblico, finché non comprendo che siamo tutti in sintonia e lì inizia la festa”. Così Carmelo Coglitore ospite di Tabularasa Alone, si racconta a Strill.it in una breve intervista.
Cosa rappresenta per te la musica?
Per me suonare è come cucinare, organizzare gli ingredienti e condividere il pasto. Potrei dire che è come avere una relazione amorosa di gruppo dove succede di tutto ma nessuno se ne accorge. È tutto nella nostra testa. Il viaggio è dentro di noi ed è più bello se condividiamo
Come cogli gli ingredienti, ispirazione del momento o cosa?
Perché mi chiamo Coglitore! No, scherzi a parte. Con l’esperienza e comunque con il mio modesto talento, riesco ad avere la visione di come devono procedere gli eventi. È come se fossi un regista. Chiudendo gli occhi apro la mia sensibilità immaginativa, ma la cosa che mi piace è la libertà di cambiare o modificare in ogni momento la mia realtà.
Che rapporto hai con la Calabria?
Abbastanza buono. Non è un luogo per creativi. Non puoi avere idee, perché non vengono riconosciute. A volte sembra di stare nel medio evo. Tutto sommato è così un pò in tutto il meridione. C’è una bassa autostima. Abbiamo nel DNA l’atteggiamento remissivo e da perdenti, quindi, se riusciamo in qualcosa non è per merito nostro ma è un miracolo!
Secondo te questo atteggiamento a cosa è dovuto?
Alla mancanza di autostima, al fatto che per raggiungere un obiettivo si ha bisogno dell’approvazione e dell’appoggio degli altri. E poi questa società non è propositiva, non sogna, è vecchia mentalmente…Dovremmo imparare dai bambini. Diaciamo che non abbiamo un “capo con un cervello”
In che senso?
Chi prende le decisioni deve assumersene le responsabilità etiche, civili e logiche. Purtroppo i nostri “capi”, lo stato e le istituzioni, non hanno goduto di tale facoltà… Forse perché non gli è stato permesso o forse perché non c’era proprio la facoltà. Per questo motivo desidero allontanarmi da tutto ciò, se potrò, per capire le mie reali capacità. Qui vivi con un tappo. Sei come un Ferrari che cammina con la prima e non può accelerare.






