di Clara Varano – Dodicesima serata di Tabularasa, incentrata sul mondo dei mass media, condotta dal giornalista ed esperto di comunicazione, Antonio Rossano, che ha moderato il dibattito con gli ospiti.
“I criminali sono diventati protagonisti e questo ha creato un doppio processo, quello delle sedi opportune e quello sui giornali, che è impossibile che in qualche modo no influenzi il primo”. Esordisce così, Isabella Pezzini, professoressa di Semiotica presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma. Al centro del dibattito, che ha visto protagonisti, oltre Isabella Pezzini, Carlo Freccero, e Daniele Chieffi, il tema “Se sanguina tira!!”, come tutto ciò che sia sesso, soldi e sangue diventi il protagonista morboso dell’interesse di uno spettatore.
“E’ del tutto normale che la notizia venga spettacolarizzata perché la tv è spettacolo e che il tema del dolore sia presente perché è un sentimento dell’uomo. La televisione – ha evidenziato Pezzini – ed, in genere, tutti i media, dovrebbero, però, condurre un’analisi più approfondita sulle notizie di cronaca, fornendo agli utenti le risposte che si aspettano per comprendere le motivazioni reali che hanno causato un evento negativo, evitando di alimentare eccessiva curiosità o, peggio ancora, morbosità”.
“La Tv segue un palinsesto determinato. Ogni tanto, però, ha bisogno di rotture per dare un brivido alla routine della programmazione – ha spiegato Carlo Freccero -. Quel brivido io lo chiamo ‘incidente’. L’incidente serve alla televisione a produrre ore ed ore di Talk a basso costo, perché crea dolore e il dolore crea spettacolo e diventa, di conseguenza censura del reale. Così la cronaca rosa ha sostituito l’informazione politica e l’aspetto più importante della notizia viene nascosto”. “Il mondo dei media e, in particolare, quello della televisione, è caratterizzato da una continua evoluzione – ha continuato Freccero -. Il pubblico è sempre più attento e consapevole, è attivo, ossia non ‘subisce’ più i programmi televisivi ma li seleziona tra i tanti esistenti ed è in grado di determinarne, come avviene soprattutto negli Stati Uniti, le sorti future”.
E se di comunicazione si parla, non ci si può esimere dal discutere delle nuove forme di comunicazione relative al web. “Il web è una gigantesca promessa mancata – ha sottolineato Daniele Chieffi -. Sulla rete si sta concretizzando quello che prima era del media televisivo e cioè che la cultura non funziona. Un media che doveva rendere liberi sta, invece ricreando uno schema si suditanza uguale a quello della televisione: sangue, sesso e soldi, sono i protagonisti delle notizie più cliccate e condivise. Le dinamiche televisive si stanno trasferendo nel mondo del web. Internet è uno splendido laboratorio che ci consente di costruire la nostra realtà, ma anche qui esiste la corsa al fatturato che è direttamente proporzionale alla velocità con cui viene data una notizia; succede, quindi, che pur di fornire le notizie prima dei propri concorrenti, spesso esse non vengano verificate e con il risultato che si fornisce all’utenza un prodotto che dal punto di vista giornalistico ha una qualità molto scadente”. Le notizie su internet “dove un giornalista è costretto a star dietro a dinamiche di velocità che non appartengono a nessun’altra realtà di informazione – ha rimarcato il giornalista -, non vengono verificate, ma non per superficialità, non si ha il tempo di farlo”. Internet, ha concluso Freccero, “fa nascere il complotto che si sostituisce alla scuola del sospetto che contraddistingueva i giornalisti. Sul net 1 non vale 1. E’ ancora prevalente la maggioranza come nelle tv commerciale”.
Il dibattito è stato preceduto dall’appuntamento con “Tabularasa Kids”, con la presentazione del libro “Io e Velasquez” da parte delle autrici Assunta Morrone e Jole Savino.
In chiusura di serata, spazio a “Tabularasa Alone” con il concerto di Francesco Stilo Cagliostro, giovane cantautore reggino che, accompagnato dalla sua chitarra, ha proposto al pubblico i suoi brani mai banali e ricchi di poesia, melodia e di una buona dose di realismo ed ironia.










