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    Tabularasa 2014: con Giua, Protti e Giovannelli l’informazione sotto la lente d’ingrandimento

    Ieri a Tabularasa, oltre alla A3, è stata anche protagonista la comunicazione, l’informazione sotto ogni forma e punto di vista. Gli ideatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, hanno approfondito la tematica con tre “guru” dell’informazione, ognuno a suo modo: Claudio Giua, direttore dello sviluppo e innovazione del gruppo editoriale de L’Espresso, Daniele Erminio Protti, giornalista e docente universitario di Sociologia alla facoltà di Urbino, e Marco Giovannelli, direttore di Varese News. E se l’informazione è al centro del dibattito, non possono sfuggire all’analisi degli ospiti le nuove forme di comunicazione, il mondo dei social e come e quanto sia tutto cambiato nel giro di pochi anni dal loro avvento. “Nonostante l’avvento della notizia in tempo reale – ha spiegato Giua –  il giornalismo di carta stampata non scomparirà. La notizia, in quel numero determinato di battute e con quei tempi dilatati, farà sempre la differenza rispetto alla notizia in tempo reale per la capacità di approfondimento e di verifica. Il problema di questa immensa quantità di informazione è che manca una sorta di organizzazione che raccordi il flusso di notizie”. Più radicato alla tradizione Protti che ha ribadito come “anche se le testate cartacee hanno chiuso, il passaggio di business non è avvenuto  – ha spiegato Protti – perché in un prodotto giornalistico integrato la qualità discende sempre dal ragionamento, dalla ricostruzione di un fatto, sul web divenuti spesso pleonastici,  oltre che dalla notizia del suo accadimento”. Marco Giovannelli, invece, pone l’accento sul rischio che corre l’informazione se non si adegua: “Pensare che l’informazione non venga coinvolta in quelli che sono i nuovi mezzi tecnologici è assurdo. In questo modo  verrà spazzata via. Oggi l’ecosistema dell’informazione non è più composto solo dalla nostra professionalità, ma anche da altre situazioni. L’informazione – ha concluso Giovannelli – non passa più solo dai giornalisti. La singola notizia ormai non appartiene al giornalista, a lui sta l’approfondimento, l’analisi…bisogna accettare questo!”

    (Cla.Va)

    (Foto di Antonio Sollazzo)