di Angela Panzera – Processo “Archi-Astrea”. Emessa pochi minuti fa la sentenza del Tribunale Collegiale di Reggio Calabria, Campagna presidente con Aragona e Romeo a latere, nei confronti degli 11 imputati alla sbarra. I giudici hanno condannato Antonio Polimeni a 12 anni di carcere, Giovani Tegano a 11 anni e 2 mila euro di multa, Carmelo Barbaro 9 anni, 6 mesi e 2mila euro; Rosario Rechichi 6 anni, 6 mesi e 2mila euro; Maurizio Lavilla 5 anni, 6 mesi e 2mila euro; Antonio Lavilla, 5 anni, 6 mesi e 2mila euro e Giuseppe Sibio Candido 15 anni e 2mila euro. Assolti da ogni accusa Michele Franco, difeso dall’avvocato Francesco Calabrese, Roberto Emo, Antonio Rechichi e Giovanni Rechichi entrambi assistiti dall’avvocato Tonino Curatola. Per Franco l’accusa aveva invocato 22 anni di carcere, per Emo 9 anni e 15 mila euro di multa mentre per Giovanni e Antonio Richichi erano stati chiesti 8 anni e 15 mila euro di multa. Regge in gran parte l’accusa rappresentata dal pm antimafia Giuseppe Lombardo, ma considerate le quattro assoluzioni sicuramente ha “pesato” sul giudizio del Tribunale la decisione dei giudici di secondo grado che nel troncone abbreviato avevano messo in forte discussione il troncone dell’inchiesta “Astrea” considerato anche la Corte rimandò indietro gli atti al pm, per riformulare un altro capo di imputazione, in merito alla posizione della “talpa” Giovanni Zumbo. Si chiude quindi oggi quest’importante processo partito l’otto maggio del 2012. Si componeva di due tipi di risultanze investigative diverse. La prima, quella “Archi” aveva colpito presunti capi e affiliati alla cosca Tegano mentre quella denominata “Astrea” ha svelato le presunte infiltrazioni del clan all’interno della “Multiservizi”, società mista del Comune di Reggio Calabria che sarà tra le principali cause dello scioglimento dell’Ente. Secondo gli inquirenti il clan degli arcoti sarebbe riuscito a gestire nel corso degli anni una parte consistente della Società municipalizzata “Multiservizi Spa” del Comune di Reggio Calabria. Dalle indagini è emerso che la cosca avrebbe creato un sistema di società dentro la società. I Tegano, infatti, avrebbero controllato, attraverso la Rec.Im. srl (ex Si.Ca.), il 33% del capitale sociale della “Gestione servizi territoriali srl”, che a sua volta avrebbe controllato il 49% della Multiservizi. Il tutto attraverso una serie di passaggi societari fittizi predisposti da vari professionisti di diversi settori. Bisognerà attendere 90 giorni per il deposito delle motivazioni con cui il Tribunale ha deciso condanne e assoluzioni, ma anche per capire meglio ruoli e responsabilità in riferimento alle infiltrazioni degli “arcoti” nella Multiservizi.





