Sciopero il momento scongiurato. Gli operai dell’Ansaldo Breda, o almeno la maggior parte di essi, da domani tornano in linea di produzione. A convincerli è stato l’accordo, raggiunto a livello nazionale, tra i sindacati e l’Azienda. La vertenza, come raccontato da Strill.it mercoledì, riguardava il premio di produzione, il cosiddetto Dpr, prima promesso dall’Ansaldo e poi negato alla vigili di due importanti tavoli di concertazione che avrebbero dovuto tenersi il 16 e il 23 luglio.
La situazione però si è sbloccata solo nel pomeriggio di oggi, quando a Roma si è trovata la quadra circa la disponibilità dell’Azienda a tornare a sedersi al tavolo sindacale in un incontro programmato per il prossimo 30 luglio. Una decisione che ha convinto gran parte dei lavoratori, quelli aderenti alle sigle sindacali Fim e Uilm, a tornare a lavoro già da domattina, dopo una due giorni di sciopero serrato.
Sceglie la linea dura invece la Fiom, che non si accontenta delle promesse dell’Azienda. ”Il comportamento dei colleghi della Fiom non ha molto senso – dichiara il delegato aziendale della Fim Maurzio Chiarolla – noi torniamo al lavoro perché abbiamo ottenuto quello che volevamo e cioè un incontro con l’Azienda per tornare a trattare sui nostri sacrosanti diritti”.
Da domani dunque la maggior parte dei dipendenti dell’Azienda Ansaldo Breda torneranno nello stabilimento di Torre Lupo. In totale 426 persone più un indotto, bloccato anch’esso dallo sciopero, di circa 200 dipendenti. In ballo, tra le altre cose, c’era la consegna di un importante treno destinato all’expo di Milano. Consegna che inizialmente era stato messo a rischio dallo sciopero improvviso dei lavoratori e che a questo punto potrebbe ritardare di qualche giorno.
(StePer)






