di Grazia Candido – “Aprite il canile e restituitelo alla comunità”. E’ l’appello accorato dei volontari dell’associazione “Dacci una zampa onlus” che, nel tardo pomeriggio di oggi, presso la struttura di Mortara, hanno ribadito la loro posizione e l’intento a “non abbandonare quel sito di proprietà pubblica rimessa in piedi grazie alla solidarietà dei reggini”.
“Non avremmo voluto occupare il canile di Mortara ma è un atto dovuto perché l’emergenza sociale e sanitaria legata al fenomeno randagismo a Reggio Calabria ormai ha raggiunto livelli esponenziali. Oggi, siamo qui per permettere alla cittadinanza di riprendersi un luogo che è diventato dal 7 luglio un centro di aggregazione sociale e un posto di amore e cura per i tanti cani recuperati in soli due settimane – afferma la volontaria Giulia Curci – Non siamo qui per dare un ultimatum alla Terna Commissariale né per lanciare una sfida ma semplicemente vogliamo chiedere: chi è l’illegale? Sicuramente non siamo noi e questo è l’ultimo atto di un’escalation di appelli e manifestazioni richiesti alla Terna per ripristinare una situazione di legalità a Reggio Calabria relativa al fenomeno randagismo. Nella nostra città sono 20 anni che non ci si occupa di questa piaga e Reggio è l’unica città d’Italia che detiene il primato di zero sterilizzazioni su cani vaganti e su cani ospiti nei canili. La nostra è una battaglia non solo per i diritti degli animali ma per i diritti civili. Reggio deve ripartire dal basso”.
Più volte la volontaria Giulia parla di una “grande spada di Damocle che pende su un canile costato 650 mila euro, consegnato nel 2006, inaugurato nel 2008 e nel 2012 è stato fatto un bando per darlo in gestione”.
“Dacci una zampa non ha vinto la selezione – ci tiene a sottolinearlo Giulia – ma questa cosa non ci interessa perché noi vogliamo che la struttura sia aperta”.
I volontari sanno bene che l’occupazione abusiva non è un atto legale e che potrebbe esserci nei prossimi giorni uno sgombero da parte delle autorità competenti ma “il nostro è un atto estremo perché non abbiamo avuto alcuna risposta dalla Triade – lo gridano all’unisono – e poi stiamo fornendo un servizio gratuito alla comunità e una casa ai nostri cani”.
“A noi non interessa a chi venga assegnata la struttura di Mortara perché è della città – puntualizza Giulia – Non permetteremo che i cani vengano portati in strutture private, faremo una resistenza tibetana. E poi, la Terna Commissariale è stata mandata a Reggio Calabria per combattere le infiltrazioni mafiose e come mai ancora oggi vengono finanziate società sospette, buttati tanti soldi per sovvenzionare strutture colpite da interdittiva antimafia come quella di Taurianova e perché vogliono portare i cani nei lager? Che interessi ci sono sotto e chi risponderà del danno erariale?”
Domande alle quali, ad oggi, nessuno ha dato alcuna risposta certa ma di certo c’è l’affetto e la dedizione mostrata da tutti i volontari molti dei quali hanno lasciato le proprie case e famiglie per vivere notte e giorno con gli amici a 4 zampe. E ne sa qualcosa Candida Naccarato, splendida mamma di due bimbe che con gli occhi lucidi e la voce a volte smorzata da quell’angoscia di non riuscire a dare ai suoi 60 amici un rifugio pulito e protetto, dopo aver ringraziato i “tanti reggini che li hanno sostenuti in queste settimane portando al canile cibo, medicine, detersivi e tanto altro, hanno ripulito un luogo sporco con porte sfondate, erbacce e alberi non curati ma con le luci sempre accese”, ricorda che questa è una battaglia di civiltà e che in soli 14 giorni abbiamo recuperato 64 cani di cui 20 sono stati adottati e tante sono le richieste di adozione”.
“Abbiamo stoppato le entrate perché siamo delle persone responsabili e sappiamo che senza l’aiuto delle istituzioni questo canile non potrà essere riempito tanto è vero che i nostri cani sono ancora nella struttura a Catoforio e quelli recuperati sono cani che erano nelle fiumare, nella spazzatura, abbandonati in autostrada, cani portati dai carabinieri e dalla polizia. Oggi, tutti i nostri animali sono curati, rigorosamente vaccinati, sverminati, vivono nella pulizia e curati con amore dai volontari. Di recente, è uscito un bando dell’Asl dove sono stati erogati 360 mila euro per le sterilizzazione cliniche veterinarie private. Sino ad oggi, l’Asl non ha sterilizzato alcun cane perché non ha i locali idonei ma vi invito a guardare la struttura dove l’Asl dovrebbe andare a lavorare. Mortara esiste da 8 anni e ha uno stabile adatto per le sterilizzazioni ma ancora a qualcuno sfugge che, col nuovo decreto, questa struttura può essere sia un canile sanitario che un rifugio. Ma se abbiamo una struttura idonea perché sprecare soldi per pagare le cliniche private? I cani randagi sono troppi e non si possono sterilizzare tutti ma il bando dell’Asl è un primo passo importante per la lotta al randagismo”.
L’avvocato Maria Letizia Monterosso nel ribadire che “Dacci una zampa ha chiesto oltre all’apertura del canile, l’affidamento provvisorio di Mortara”, ricorda che in provincia di Reggio Calabria non esiste un canile sanitario e un cane prima di entrare in qualsiasi struttura dovrebbe fare per obbligo il passaggio in questo. E poi la grande beffa di tutta questa vicenda è la scusa del mancato accatastamento che potremmo superare informando la Triade che, anche se non ci compete, siamo disposti a farlo a spese nostre basta che la struttura venga riaperta”.
Ma poi l’ultimatum lo manda Renato Raffa dopo aver sapientemente bacchettato “i super tecnici e dirigenti comunali che ad oggi, dopo 8 anni, non hanno ancora provveduto all’accatastamento” e proprio a loro manda a dire: “I cani da Mortara non si toccano. Se volete prenderli prima dovrete prendere noi”.
E sembra che lo “scoglio dei dirigenti” sia un tasto dolente anche per il componente Assemblea nazionale del Nuovo centro destra Franco Germanò che “si aspettava maggiore partecipazione di quella politica che deve impegnarsi in queste battaglie di civiltà ma come si possono portare avanti certe battaglie se poi al Comune ci sono dirigenti che cercano delle soluzioni ai problemi quando ce l’hanno sotto gli occhi? Reggio Calabria per la Triade è solo un trampolino di lancio per il riconoscimento di posizioni”.






