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    Processo Bene Comune: condanne durissime emesse dal Tribunale di Locri

    di Angela Panzera – Si chiude dopo quasi tre anni di dibattimento il maxi processo contro la cosca Commisso di Siderno scaturito dall’operazione condotta dalla Polizia di Stato denominata Bene Comune-Recupero” che a fine 2010 spedì in cella decine di presunti affiliati ad una delle più potenti cosce di ‘ndrangheta. 24 sono le condanne e 32 le assoluzioni. In particolare il Tribunale di Locri, Sicuro Presidente, ha condannato per associazione mafiosa, l’ex sindaco di Siderno, Alessandro Figliomeni, a 12 anni di reclusione. Durissime le condanne inflitte a Francesco Muià, 26 anni di carcere, a Michele Correale 25 anni di reclusione in continuazione con una condanna in precedenza rimediata, e a Riccardo Rumbo 17 anni.
    Secondo gli inquirenti Rumbo non solo sarebbe un’esponente della cosca, ma sarebbe l’anima imprenditoriale della stessa con particolari interessi per il Canada. Le indagini avrebbero accertato come molti degli interessi economici della ‘ndrina e dell’intera cosca Commisso, si fossero spostati oltreoceano, dove è radicato soprattutto il gruppo facente capo alla famiglia Figliomeni. In proposito, sarebbe stato accertato come proprio in Canada, a causa di divergenze sulla gestione degli affari derivanti dall’apertura di alcuni esercizi pubblici attraverso i quali doveva essere gestito il mercato delle “slot machine” (e probabilmente il gioco d’azzardo), erano sorti contrasti in seno alla ‘ndrina, tra la famiglia Figliomeni, da un lato e Antonio Galea, Domenico Giorgini e Tito Figliomeni, dall’altro. In particolare, l’apertura di un bar, avvenuta probabilmente in una zona non di competenza della cosca, rischiava di contrastare gli interessi economici di altre componenti criminali presenti nella zona dell’Ontario. Di qui l’intervento di Riccardo Rumbo che si sarebbe speso per appianare la lite sorta in Canada al fine di riportare la pace, necessaria per il perseguimento del “bene comune”- da qui appunto il nome dell’ operazione di polizia giudiziaria. Ritornando alla sentenza emessa dal Tribunale di Locri, Correale Giuseppe è stato condannato a 16 anni e 8 mesi, mentre è di 15 anni la pena che i giudici hanno deciso per Giuseppe Napoli. Giuseppe Muià invece, è stato condannato a 14 anni e 6 mesi, Antonio Futia, a 14 anni di carcere, Cosimo Asciot condannato a 13 anni e sei mesi di reclusione. Rimediano invece 11 anni di carcere Michele Costa, Riccardo Gattuso e Domenico Giorgini, mentre è di 10 anni e sei mesi la pena inflitta ad Antonio Costa. 9 anni e sei mesi sono stati inflitti invece a Michele Futia classe ’90, mentre è di 8 anni la condanna che i giudici hanno deciso per Antonio Galea e Michele Futia, classe 1933. Ammonta a 5 anni di carcere la pena inflitta a Giorgio Futia, Vincenzo Figliomeni, ha rimediato 4 anni e sei mesi, e Antonio Scarfò 3 anni di reclusione; . È di due anni di carcere invece la pena inflitta a Michele Sorbara e Gennaro Tedesco, mentre sono stati tutti condannati a un anno e sei mesi Antonio Commisso, Vincenzo Commisso, Domenico Figliomeni classe ’65, Francesco Figliomeni classe ’67, Giuseppe Figliomeni, Maria Figliomeni e Carlo Scarfò. Sul fronte delle assoluzioni, i giudici di Locri hanno scagionato da ogni accusa, così come aveva chiesto lo stesso pm De Bernardo durante la requisitoria, Antonio e Domenico Baggetta, Carmelo Fimognari, Pasquale Pacicca e Cosimo Commisso; i giudici inoltre, hanno assolto per non aver commesso il fatto, Massimo Pellegrino; Cosimo Simonetta; Michele Reale; Paolo Correale, Michele Futia classe ’88; Vincenzo Salerno e Domenico Futia,Maria Agostino, Antonio Figliomeni classe ’66, Francesco Figliomeni classe ’67, Massimo Figliomeni,Rosa Maria Figliomeni, Franca Galea, Sara Gattuso, Giuseppe Gregoraci, Pietro Ieraci, Daniela Loiero, Raffaella Migliore, Maria Teresa Mittica e Marina Racco.