Vibo Valentia, 3 giu. – Giustizia in tilt a Vibo Valentia con rinvii dei processi dinanzi al Tribunale collegiale a gennaio 2015. A farne le spese anche il processo più importante, quello sulla mancata costruzione del nuovo ospedale che vede l’interesse pubblico coinvolto per 120 milioni di euro. La mancata sostituzione da parte del presidente del Tribunale, Antonino Di Marco, del giudice a latere Anna Moricca – che in quanto giudice onorario ha aderito allo sciopero indetto dalla categoria – ha provocato stamane il decimo rinvio di fila del processo che dal 5 aprile 2011 non registra più alcuna udienza “utile”. Se ne riparlerà il 3 luglio. Caduti nel vuoto gli appelli all’ex presidente del Tribunale, Roberto Lucisano, da parte dell’avvocato di parte civile per conto dell’Asp di Vibo, Luigi Ciambrone, che da quasi due anni “denunciava” la stasi del processo. Nel marzo scorso era inoltre scattata la prescrizione per uno degli imputati. Mancando prese di posizione anche da parte dell’ex commissario dell’Asp di Vibo, Maria Bernardi, l’avvocato Ciambrone ha quindi rinunciato al mandato venendo sostituito dall’Asp stamane in udienza con l’avvocato Vincenzo Pasqua, ex assessore della giunta del sindaco di Vibo, Nicola D’Agostino, e figlio del dirigente Asp Cesare Pasqua. L’inchiesta “Ricatto” è stata condotta nel 2005 dal pm Giuseppe Lombardo, oggi alla Dda di Reggio Calabria, e dal luogotenente dell’Arma Nazzareno Lopreiato. (AGI)






