Il Consiglio regionale ha recepito le dimissioni dell’ormai ex Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Si è conclusa senza sussulti, di fronte ad un manipolo di consiglieri rimasti in aula fino a tarda sera, la lunghissima telenovela che di fatto mette fine a questa legislatura regionale, avviando la procedura per la convocazione delle nuove elezioni che si terranno ormai certamente il prossimo autunno.
Quando il Presidente Talarico si accinge a comunicare ufficialmente le dimissioni di Scopelliti, in aula non sono rimasti che una decina tra consiglieri e assessori. La fine ingloriosa di un percorso lunghissimo e tribolato, una vera e propria via crucis politica quella di Scopelliti, iniziata con la condanna a sei anni di reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici dell’allora Governatore nell’ambito del processo Fallara, poi proseguita con l’applicazione della Legge Severino, richiesta dal Ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta e successivamente sancita dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano, passata attraverso l’annuncio delle dimissioni, la campagna per le elezioni europee ed infine la cocente sconfitta, maturata proprio in casa propria.
”Si è dibattuto molto – ha dichiarato il capogruppo Ncd Giampaolo Chiappetta – sulla reale portata del gesto delle dimissioni che secondo me era finalizzato a far recuperare credibilità alle istituzioni. In 44 anni di regionalismo non si era mai verificata l’eventualità che stiamo vivendo stasera. Si sarebbe dovuto consentire un dibattito il più ambio possibile sui quattro anni di legislatura che al di là delle ombre hanno registrato tante luci”.
Di fronte ad una aula praticamente vuota è l’accorato intervento dell’Assessore Nazzareno Salerno a mettere la parola fine sull’era Scopelliti. ”Dico grazie all’ex Governatore – ha dichiarato Salerno – in questi quattro anni sono state fatte tante cose, forse anche qualche errore, e oggi ci troviamo qui ad affrontare la situazione non per volontà della politica. E’ un percorso interrotto non dalla politica”.
(StePer)






