di Grazia Candido – “Questa è una candidatura libera senza padrini e senza padroni. Sfatiamo la diceria sui figli d’arte o essere figlio di: chiunque oggi si presenta come l’erede di Italo Falcomatà ha perso in partenza. Noi non cerchiamo ai cittadini il consenso sulla base di un passato, di una progenie che oggi si ripropone. E’ vera una cosa però: chiunque ora si pone alla guida di Reggio Calabria deve sapere che l’unica Amministrazione efficace ed efficiente è stata quella di Italo Falcomatà”.
Nella segreteria provinciale di Via Possidonea, questa mattina, è stata ufficializzata la candidatura di Giuseppe Falcomatà a sindaco alle primarie del Pd. Si presenta da solo, senza nessuno al tavolo ma con tanti uomini e donne al suo fianco, quel giovane “erede” di un passato storico importante che, pur non dimenticandolo, non ne fa il suo cavallo di battaglia. Indicando programmi e propositi in vista delle primarie del 6 luglio, Giuseppe sa che la “sfida” non è per nulla semplice anche perché a scendere in campo ci saranno gli antagonisti Mimmo Battaglia (Pd), Enzo Amodeo (Cd), Filippo Bova. Giuseppe insieme a Mimmo sono eredi di famiglie politiche di rilievo della città: il primo è il secondo genito di Italo, sindaco della Primavera di Reggio, il secondo è figlio di Piero, il sindaco del discorso alla città poi divenuto famoso assieme ai Moti del 1970.
“Vorrei fugare un dubbio iniziale: accanto a me non vedete nessuno e la scelta non è casuale perché questa è la candidatura che nasce da un sentimento popolare. Idealmente con me oggi, ci sono i cittadini che abbiamo incontrato, le associazioni del territorio che abbiamo ascoltato in questi mesi e tutti quelli che si sono appassionati ad una sfida che abbiamo definito di coraggio e di bellezza. Questa candidatura non è una candidatura studiata a tavolino, non è il frutto di arginamenti particolari ma è una candidatura che porta con sé un pizzico di follia e nasce da una passione viscerale, dall’amore per questa città – ci tiene a precisarlo Falcomatà – E’ una candidatura che porta nelle sue radici l‘odore del caffè delle case dei cittadini che ci hanno schiuso le porte delle loro cucine e ci hanno ascoltato. Proprio questi cittadini chiedono e vogliono fiducia ma anche desiderano un progetto nuovo per Reggio Calabria”.
Il candidato del Pd ci tiene a chiarire “due aspetti che rischiano di diventare grotteschi”: il primo riguarda l’età e poi il “peso” di un’eredità familiare importante.
“Spesso si sente dire che Giuseppe Falcomatà avendo 30 anni, è troppo giovane per guidare la città metropolitana di Reggio Calabria ma se volessimo scendere in questa polemica ci sono stati tanti giovani nella storia che hanno dimostrato di potersi assumere la responsabilità. Potrei tirare in ballo il premier Matteo Renzi che sogna per la Calabria un 30enne del Pd. Io rimetto sul piatto questa dichiarazione e allora perché non puntare su un giovane 30enne? Essere giovani – spiega Falcomatà – prima di tutto significa non avere paura del vento in faccia e questa è la possibilità per una generazione derisa di rimettersi in gioco. E’ sicuramente la nostra sfida ma dobbiamo farla perché la politica negli ultimi mesi ha dimostrato che c’è una piramide che si è rovesciata. Oggi – prosegue il candidato – c’è la possibilità per la generazione di 30enni e 40enni di coprire ruoli importanti. La politica non deve essere vista come una professione ma dedicare una parte della propria vita al servizio della comunità che si rappresenta e poi, si deve lasciare spazio agli altri”.
L’ex consigliere comunale a volte butta lo sguardo su quel foglio dove sono scritte le azioni da fare immediatamente per “far uscire fuori la città da questo profondo buio” e più volte ribadisce che il suo gruppo non punta “sull’idea di giovane, bello e rottamazione: la rottamazione non si fa con carta di identità alla mano ma la rottamazione si fa alla politica. Noi dobbiamo guardare al domani e la nostra proposta non vuole essere una giustificazione per il passato ma vuole guardare al futuro”.
Da qui la metafora del viaggio “sposata” dal candidato Pd che in questi mesi tra i quartieri periferici, insieme ai cittadini, ha scritto un diario di proposte e idee presentato oggi e pubblicato sul sito www.giuseppefalcomata.it.
“Abbiamo toccato con mano i problemi della comunità, abbiamo costruito un programma dal basso nell’ottica di una città policentrica – continua Falcomatà – Abbiamo dato la parola ai cittadini e non ai politici. In questi mesi, ci siamo confrontati sul commissariamento, sulla cultura, sugli impianti sportivi comunali, sui servizi sociali, sul welfare cittadino e abbiamo capito che non dobbiamo più pensare di vivere, immaginare di parlare di categorie ma mettere la persona al centro. Dobbiamo abbandonare la logica errata del posto: la nostra scommessa sarà di valorizzare il personale. Durante gli incontri, nessuno ha chiesto un posto di lavoro ma tutti vogliono vivere in una città normale, avere le stesse opportunità per ripartire. E un’altra scommessa è quella di restituire fiducia a queste persone scalando le dicerie “non c’è nenti” e “su tutti i stessi”. Il reggino vuol essere parlato, ascoltato – prosegue Falcomatà – e la colonna sonora di Reggio devono essere le voci dei cittadini che la vivono e non i clacson delle autovetture, dei motorini o i boom che fanno saltare gli esercizi commerciali. Il nostro obiettivo è semplice: riempire queste primarie non solo del chi è il candidato ma anche del che cosa propone”.
Un veloce passaggio poi sulla necessità di “puntare sulla programmazione dei fondi europei 2014 -2020 dove non deve esserci più come filtro quello regionale ma ognuno deve assumersi la possibilità di gestire personalmente una quota di questi fondi. Budapest ha radicalmente modificato la propria conformazione geografica in termini di servizi grazie a scelte oculate dei fondi comunitari. Abbiamo un tessuto sociale lacerato da rimettere in sesto che necessità tra i vari servizi il ripristino degli asili nido comunali. Cerchiamo di trasformare un servizio a domanda individuale in un servizio a domanda comunitaria – aggiunge ancora – I cittadini non devono chiedere un favore per intervenire su un compito, un dovere che il Testo Unico degli Enti locali ti obbliga ad osservare. Sono i cittadini che ci chiedono di andare avanti perciò, costruiamo una città nuova e con una classe dirigente che opera con la gente. La comunità non deve più vergognarsi dei propri rappresentanti: l’uomo solo al comando non va da nessuna parte. Basta con la delega in bianco di chi amministra, basta con la frase ma “viu ieu”. Abbiamo bisogno di tutti per dare e non per ricevere. La città è dei cittadini. Facciamo sì che queste Primarie siano azione di confronto, di proposta pubblica: diamo la possibilità ai cittadini di farci conoscere e facciamo capire che l’appuntamento del 6 Luglio è come una finale dei mondiali, una partita cruciale per la nostra comunità. I cittadini devono scegliere il candidato migliore e non quello portato. Non guardiamo la rivoluzione seduti sul divano di casa ma siamo protagonisti di questo momento del coraggio”.
Il candidato Falcomatà nel congedarsi dopo aver fatto un in bocca al lupo ai suoi “avversari” ricorda che “avevano chiesto le Primarie gratuite e nei gazebo ma la nostra proposta non è stata accettata quindi si svolgeranno all’interno delle circoscrizioni dalle ore 8 alle 21 del 6 luglio al costo di un euro anziché due”, e che questo appuntamento “non sarà uno scontro personale ma sui temi. Noi riempiremo queste Primarie di proposte, di confronti sereni e chiunque sarà il vincitore ha bisogno di una coalizione unita – conclude l’aspirante sindaco – Non ci sarà spargimento di sangue politico ma unione. Non vogliamo la classe dirigente passata, vogliamo riportare la speranza in politica”.





