di Stefano Perri – ”Pago chi non paga”. Si chiama così l’iniziativa presentata stamane dal Comitato Addiopizzo di Messina: una lista di commercianti, imprenditori e liberi professionisti che si schiera apertamente contro il racket e che viene sostenuta da una campagna di consumo consapevole. Un’iniziativa storica per la città di Messina che da stamane potrà contare su una rete di imprese e professionisti pizzo free: dal fruttivendolo al dentista, dal costruttore alla pizzeria, sono circa 50 le attività che hanno aderito fino ad ora. Da oggi tutti i messinesi potranno sostenere il circuito virtuoso messo in piedi dagli attivisti di Addiopizzo e foraggiare in questo modo le attività commerciali apertamente schierate contro la mafia.
Un’iniziativa nata sulla falsa riga di quanto avvenuto a Palermo nel 2006, anno in cui viene creata per la prima volta la rete di Addiopizzo, successivamente diffusa anche a Catania e, a partire da oggi, presente anche a Messina. ”Per la prima volta nella nostra città – dichiarano gli attivisti di Addiopizzo – nonostante una comune sottovalutazione del fenomeno, un gruppo seppur iniziale di commercianti si espone dichiarando pubblicamente di non pagare il pizzo.
La cerimonia di presentazione, andata in scena a Palazzo Zanca, alla presenza del Sindaco Renato Accorinti, dell’Assessore alla Legalità Patrizia Panarello e del Presidente di Addiopizzo Don Terenzio Pastore, ha segnato l’inizio di un percorso che, partendo dalle esperienze già presenti sul territorio di Ansam e Fai, si affianca alle realtà attive sul fronte dell’antiracket in Sicilia come in Calabria. Della commissione di Garanzia del circuito oggi presentato faranno parte lo stesso Don Terenzio Pastore, Enrico Interdonato e Enrico Pistorino (Addiopizzo Messina), Tano Grasso e Pippo Scandurra (FAI), Clelia Fiore e Pasquale Casale (ASAM), Enzo Caccamo (Dipartimento Legalità CGIL), Angela Sturiale (Progetto Policoro Arcidiocesi di Messina), Domenico Carzo (docente universitario), Piero Campagna e Gianluca Manca (familiari di vittime di mafia), Salvatore Zanghì (Squadra Mobile a riposo) e Nuccio Anselmo (giornalista esperto di mafia).
Un’esperienza che vuole dare seguito a quanto ottenuto in questi anni da Magistratura e Forze dell’Ordine sul territorio messinese, in grado di conseguire numerosi successi investigativi, nella repressione delle organizzazioni mafiose in particolare nella lotta al pizzo. Numerosi sono stati anche i moniti del Procuratore della Repubblica, Guido Lo Forte e più di recente, nel suo insediamento, del Questore di Messina, Giuseppe Cucchiara, rispetto alla portata ed al radicamento delle pratiche estorsive, pizzo e usura.
Ai commercianti che hanno aderito all’iniziativa, alcuni già vittima in passato di estorsioni, altri che per la prima volta si sono esposti dichiarandosi pronti ad opporsi apertamente, è stata consegnata la vetrofania della consumo critico che sarà esposta all’interno delle attività commerciali quale segno inconfondibile di appartenenza al circuito. Un piccolo seme piantato in un territorio complesso e pieno di contraddizioni come è quello dell’area dello Stretto, sul quale però, da oggi, è operativo un altro importante presidio di legalità.






