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    Europee, Rossano (CS), Uva: ”Dove sono Pd e Forza Italia locali?”

    Mancano due settimane al voto europeo del prossimo 25 maggio ed a Rossano, per carità così come accade nel resto della Calabria e probabilmente d’Italia, la disattenzione rispetto alla reale importanza di questo appuntamento democratico per 500 milioni di cittadini, da parte della classe politica, in specie dei partiti e dei loro rappresentanti nelle istituzioni ad ogni livello, misura e testimonia lo scarso livello del dibattito politico nazionale e territoriale. Anche nella nostra Città, pur abituata a campagne elettorali amministrative o regionali molto accese, in cui non si risparmiano colpi bassi e aspri confronti pubblici, il silenzio attuale sui temi e sulle scelte europee da parte di segretari, leader e gregari di ogni sorta, anche e soprattutto di quelle formazioni politiche che vantano numeri e consensi maggioritari, dimostra una sconoscenza tragicomica della partita in gioco ed una concezione dell’azione politica che, di fatto, resta fuori dalla storia e che è coerente con il quadro generale di stallo, crisi e sottosviluppo nel quale annaspa questa regione in modo particolare. Chi riveste importanti ruoli elettivi nelle diverse istituzioni, in rappresentanza di questo territorio, dovrebbe avvertire quanto meno la responsabilità di preservare, anche in questa occasione, un canale di dialogo privilegiato con la propria comunità, almeno con i propri elettori, per informare e condividere le ragioni di un voto, quello europeo, che non soltanto è più politico di quanto purtroppo ancora non si capisca, ma che è cruciale per il nostro stesso territorio. È a Bruxelles e non a Catanzaro o a Roma che, oggi, vengono discusse ed assunte la maggior parte delle di quelle decisioni e normative destinate ad incidere direttamente sulle regole e sull’economia dei singoli Paesi membri dell’Unione Europea e, quindi, delle regioni e dei territori. Basti pensare, solo per fare due esempi, alle regolamentazioni europee nei settori dell’agricoltura o della pesca, e che condizionano ormai la sopravvivenza stessa di gran parte del tradizionale segmento produttivo della nostra regione e della Sibaritide, per rendersi conto della importanza del livello decisionale comunitario e, allo stesso tempo, della irresponsabile disattenzione dei nostri politici locali su questo argomento. Dov’è il PD locale? E dov’è Forza Italia di Rossano? Dove sono quelle forze e quei movimenti di sinistra, centro o destra sempre loquaci su questioni la cui importanza spesso coincide con il loro ristretto perimetro municipale? Sui palchi e nelle piazze cittadine ci si divide e ci erge, a fasi alterne, ad oratori impeccabili o a leader intoccabili, su problemi e argomenti che non vanno oltre il proprio naso. Non si hanno però poi o non si trovano parole e argomentazioni per rivolgersi, con la stessa retorica, ai propri elettori per chiedere un voto europeo confrontandosi sui temi e sugli interessi in gioco e sulle sorti, ad esempio, della prossima ed ultima programmazione di fondi comunitari a disposizione di una regione in forte ritardo di sviluppo come la Calabria. Si fa quasi finta di non sapere né di capire che lo stato comatoso delle finanze regionali e di quelle comunali non permette più neppure di sperare o ipotizzare altre vie di sviluppo locale. É stato sperperato tutto in questi 40 anni di regionalismo, senza imprimere alcuna inversione di tendenza. Non si è riusciti, per incapacità politica trasversale, neppure a spendere le ingenti somme messe a nostra disposizione dall’Europa. Gli ultimi dati ci pongono alla fine della classifica per incapacità di progettazione e di spesa. E forse è anche per questo che oggi centro destra e centro sinistra, sindaci assessori e consiglieri, comunali e regionali, non riescono neppure a parlare con i propri elettori di Europa, così come accade anche a Rossano. Una cosa è certa: se continueremo a mandare al Parlamento Europeo persone non in grado di rappresentarci e se continueremo a non avere calabresi di qualità nelle sedi comunitarie che contano continueremo a retrocedere, lamentandoci nei prossimi mesi ed anni di decisioni assunte a Bruxelles contro i nostri interessi, per nostra esclusiva responsabilità.