
18 Novembre, una data importante per la storia della cronaca, che a 24 anni di distanza torna fortemente attuale. Oggi Isabella Internò sarà ascoltata come imputata
per il concorso nell’omicidio di Donato Bergamini. Isabella Internò, Isabella I., è l’ex fidanzata del calciatore del Cosenza Denis Bergamini, che il 18 Novembre, 1989 fu ucciso in circostanzae misteriose. La sua morte per molti anni passò per un suicidio e la testimonianza dellla Internò, risultò decisiva perché i fatti fossero interpretati esattamente così. Cosa c’è dietro? Ancora non si sa. La sua testimonianza, le sue dichiarazioni, assieme a quelle dell’autista del camion che, per la versione dell’epoca, investì Bergamini, Raffaele Pisano, potrebbero rivelarsi decisive per la ricostruzione dell’omicidio e della storia rimasta oscura per più di 20 anni. La Procura di Castrovillari ha riaperto le indagini nel 2011, dopo i nuovi risvolti investigativi portati alla luce dai Carabinieri ed ora la pista sembrerebbe condurre verso il crimine passionale. Ma sarà veramente così? Dopo tanto tempo sarà possibile ricostruire la verità che la famiglia Bergamini ha tanto cercato? Ne sono convinti il padre Domizio e la sorella Donata, che Sabato scorso sono stati a Cosenza, a guidare, dopo la partita della squadra locale, un nutrito corteo che ha sfilato per ricordare Denis, in memoria di Denis. “Adesso è il tempo della verità”. E forse, la verità è davvero dietro l’angolo, più vicina di quanto si pensi. Certamente più vicina di quel lontano 18 Novembre 1989, quando la frase “Come un tuffo in piscina”, divenne centrale per le indagini. Ma cosa successe? “Come un tuffo in piscina” è la descrizione che la superteste dell’epoca, la 20enne Isabella I., Isabella Internò, appunto, “ex fidanzata quasi ufficiale” del calciatore, fornì ad investigatori ed inquirenti dopo la tragica fine del calciatore, per descrivere le modalità con cui Denis, secondo lei, si sarebbe suicidato, gettandosi sotto alle ruote di un camion che transitava sulla statale 106.
Ed è anche il titolo della prima parte del libro di Carlo Petrini “Il calciatore suicidato”, che cercò di scoprire cosa si celasse dietro a quel mistero. Nel 2011, il caso Bergamini, è stato riaperto e proprio in questi giorni si attendono novità al riguardo. Il nuovo filone giudiziario, vede prima indagati ed oggi imputati Isabella Internò e Raffaele Pisano, autista del camion che presumibilmente investì Bergamini, la cui posizione, dopo la riapertura delle indagini, cambiò notevolmente.
Denis Bergamini, morì il 18 Novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico, un centro dell’alto Jonio cosentino. Inizialmente, proprio in base alle dichiarazioni della Internò, tutti, carabinieri, magistrati, furono propensi a protendere per l’ipotesi suicidiaria. A non crederci, oltre alla famiglia, i suoi compagni di squadra e la società del Cosenza, che, tuttavia, non fece molto per supportare le indagini in quel senso.
Il primo ad essere sentito dai carabinieri quella sera fu Raffaele Pisano, sul luogo dell’incidente all’arrivo dei militari, che dichiarò quanto segue: “Verso le 19.20 di oggi procedevo alla guida del mio autocarro ‘Fiat 180’ targato RC-307921 carico di mandarini, percorrendo questa statale 106 Jonica diretto al mercato ortofrutticolo di Milano. Avevo appena percorso il tratto di curve di Roseto, anzi preciso dopo l’ultima curva a destra, ho notato un’auto fuori dalla sede stradale a fari spenti; e una persona, verosimilmente di sesso maschile, che stava davanti all’auto predetta. Mentre sono giunto in corrispondenza dell’auto, a un tratto come un fulmine la persona di cui sopra mi si è buttata sotto la ruota anteriore destra. Non ho potuto fare nulla per evitarlo, e il suo corpo è stato trascinato in avanti per quasi una cinquantina di metri prima di fermare il mezzo. Premetto che il tratto di strada interessato è in leggera pendenza lungo la direzione di marcia. Appena ho fermato il mezzo, sono stato raggiunto dall’auto che stava nel parcheggio, dalla quale è scesa una ragazza che mi ha avvicinato dicendomi: ‘E’ il mio ragazo. Si è voluto suicidare’. Premetto che, appena ho bloccato il mezzo, ho mosso in retromarcia per una cinquantina di metri sperando di trovarlo in vita; ma ciò è stato vano perché, come avete constatato voi carabinieri, aveva l’addome completamente schiacciato. Come è stato rilevato dal disco del tachigrafo, andavo a velocità ridotta in considerazione del carico e della strada bagnata, in quanto pioveva. Appena dopo la disgrazia, la ragazza con un’auto di passaggio è stata portata a Roseto e null’altro so dirvi. Come avete constatato, ho atteso il vostro intervento mettendomi a disposizione della Giustizia”.
Alcuni giorni dopo, il camionista che secondo i fatti investì Denis Bergamini, smentendo la sua stessa dichiarazione, cambiò la versione sostenuta durante il primo inerrogatorio con i carabinieri. Negò che Bergamini si fosse tuffato sotto al camion e che il camion ne avesse trascinato il corpo per dei metri. Quando Pisano fornisca la sua “seconda” versione dei fatti, era già stata effettuata la perizia medico legale che escludeva ogni possibilità che la dinamica dell’incidente fosse stata quella dichiarata da Pisano e confermata da Isabella Internò.
Il medico legale Pasquale Coscarelli, infatti, consegnò al sostituto procuratore Ottavio Abbate, la sua perizia nonostante non si fossero potute eseguire le prove tecniche sul camion perché l’automezzo era “stato posto sotto sequestro cautelativo con la facoltà d’uso da parte del proprietario”, oltre all’assenza dell’autopsia sul corpo di Bergamini. Coscarelli, escluse in maniera certa ed inequivocabile che Bergamini fosse stato trascinato per una 50ina di metri dal camion condotto dal Pisano, a differenza di quanto detto, che tra l’altro procedendo il camion ad una velocità di 30/35 Km orari e con fari di profondità perfettamente funzionanti, “in relazione alle condizioni di tempo e di luogo e alle colorazioni degli indumenti indossati dal pedone, con prevalenza delle tonalità tra il beige ed il grigio scuro”, il conducente avrebbe potuto tranquillamente avvistare il “pedone in posizione eretta, fermo o in movimento sul piano stradale”. Quindi non esclude che il corpo di Denis, potesse essere stato schiacciato dalla ruota anteriore destra del camion mentre era sdraiato sulla strada. Inoltre la perizia escludeva che Bergamini si fosse tuffato, altrimenti il corpo “sarebbe stato totalmente travolto dalle ruote del veicolo pesante”.
Dopo questa perizia Pisano, il 6 Dicmbre, ascoltato dal magistrato, cambiò in diversi punti la sua testimonianza rilasciata ai carabinieri la sera dell’incidente. Secondo la sua nuova dichiarazione, Bergamini non si getta sotto la ruota anteriore destra, tuffandosi, ma attraversa improvvisamente la strada e viene urtato alla spalla. E sul trascinamento chiarisce: “Io non so a quale distanza dal punto d’urto mi sono fermato. Ho detto ai carabinieri una cinquantina di metri […]. In realtà io però nulla posso dire in proposito”. In questa versione, il camion viene spostato per verificare se Bergamini fosse morto oppure no. Le smentite di Pisano, coincidono con quelle della perizia tecnica di Coscarelli. (clava)
( 1- continua)




