Continua la sistematica riduzione dei servizi ferroviari in Calabria e Sicilia, mentre al Centro-Nord si sviluppa l’alta velocità e si progetta la realizzazione della Napoli-Bari.
La linea ferrata tirrenica Salerno-Villa San Giovanni è sottoposta da anni ad un progressivo degrado a causa degli scarsi investimenti e della bassa manutenzione, con rallentamenti infiniti come quello che interessa da più tempo il tratto Scilla-Bagnara. Come sperimentano giornalmente i viaggiatori, sulla linea Salerno-Villa i treni Freccia d’Argento, gli Eurostar e, ultimamente, anche gli Intercity effettuati con i vecchi materiali dei cosiddetti “Pendolino”, provocano mal di stomaco a causa dell’assetto variabile che si attiva per aumentare la velocità di linea imposta dall’infrastruttura.
Nonostante il basso livello dei servizi si continua verso la riduzione o addirittura la cancellazione completa dei servizi notturni da Roma verso il Nord e viceversa, sostenendo che i viaggi si proseguono con i treni ad alta velocità, che a volte costano più dell’aereo, non garantendo il diritto costituzionale alla mobilità fra il Nord e il Sud del Paese. Il Contratto di servizio fra lo Stato e Trenitalia è oramai ridotto all’osso senza alcuna reazione incisiva ed efficace da parte dei Parlamentari meridionali, in particolare delle rappresentanze delle due Regioni maggiormente interessate, se non sotto la forma delle burocratiche e inconcludenti interrogazioni parlamentari.
La mobilitazione di contrasto è alimentata unicamente dal basso o promossa dalle organizzazioni sindacali giustamente preoccupate dell’ulteriore perdite di posti di lavoro o dalle manifestazioni spontanee promosse attraverso internet e coordinata da SEM, come quella del 26 novembre prossimo a Catanzaro, alla quale parteciperanno anche gli aderenti a Slega la Calabria. Quest’ultima rappresenta una manifestazione importante perché reagisce alle scelte scellerate effettuate sia dal Governo Berlusconi, che tagliano risorse al Sud e finanziano gli investimenti al Nord, sia da Trenitalia e RFI che hanno deciso di marginalizzare ulteriormente la Calabria. La reazione dei cittadini e dei lavoratori calabresi è importante perché chiedono investimenti e servizi in un settore strategico come i trasporti che ha riflessi moltiplicativi su molti comparti economici e sociali. Per tale ragione, gli investimenti nel sistema ferroviario calabrese potrebbero rappresentare un volano anticongiunturale importante contro la grave crisi economica che nella nostra regione è più pesante che in altre realtà del Paese.
In questo quadro di preoccupante disinvestimento da parte del Governo in un settore rilevante per la crescita civile ed economica, la Regione Calabria non è riuscita ad avere un ruolo efficace né in regione né soprattutto a Roma. Non c’è più tempo da perdere: la Regione deve sviluppare tutte le energie per conquistare tavoli di confronto con il Governo, RFI e Trenitalia; deve aggiornare al più presto il Piano Regionale dei Trasporti, ormai superato da anni; deve darsi il Piano del Trasporto Pubblico Locale e della Logistica; deve riordinare i servizi di trasporto pubblico locale per favorire l’integrazione tra vettori, abbattere i costi e migliorare l’efficienza, l’efficacia e la qualità. Le Province e i Comuni, oltre i 30 mila abitanti dovranno pianificare il sistema dei trasporti per avere una gestione oculata del traffico e dei servizi di T.P.L. E’ paradossale che in Calabria politici e amministratori regionali si esercitino in sterile e boriosa convegnistica su progetti futuristici (dal Ponte sullo stretto all’Interramento della stazione centrale di Reggio Calabria e ai Tapis roulant, alle metropolitane di Cosenza e di Catanzaro) e nel frattempo non riescano neppure a balbettare qualcosa sul ruolo e sui servizi delle Ferrovie della Calabria, di Trenitalia e sul progressivo abbandono del Porto di Gioia Tauro. Mentre la spesa delle risorse dei Fondi Comunitari accumula ingiustificati ritardi anche nel settore dei trasporti, si parla all’infinito dei grandi progetti (Metropolitane, Lotto Gallico-Gambarie se mai sarà approvato dalla Commissione U.E., collegamento Ferroviario stazione Lamezia-Aerostazione, Nuova Aerostazione di Lamezia e Strutture Logistiche per il Porto di Gioia Tauro) ma non si avvia la loro realizzazione né si procede all’acquisto di nuovi e più confortevoli treni per il trasporto regionale, come peraltro si fa per i pullman delle aziende di autoservizi.
La Regione Calabria ha un ruolo determinante nella decisione del livello dei servizi ferroviari regionali e sul loro miglioramento funzionale e qualitativo, non può disinteressarsene o peggio far finta di nulla. La Regione Calabria deve garantire la stipula del Contratto di Servizio regionale e recuperare la funzione di controllo sulla regolarità dei servizi che al momento non è esercitata. Lo stato di abbandono in cui versa il sistema dei trasporti meridionale, in particolare quello calabrese, richiede impegni e risultati concreti, non retorica e annunci che finiscono per alimentare degrado del patrimonio ferroviario e rassegnazione sociale.
Il Coordinatore Regionale di
Slega La Calabria
Nino Zumbo




