Di seguito la nota di Rosa Valente, Coordinatrice Fli-Rossano: Scopelliti deve dimettersi. La regione Calabria, con un’immagine già tanto deturpata, non può tollerare di essere rappresentata da un uomo su cui pende l’ accusa di falso in atto pubblico.
E’ proprio la gestione della cosa pubblica, l’ambito che presenta, dalle nostre parti, la maggiore criticità; la contabilità dei conti pubblici non è un piccolo, trascurabile particolare, al contrario, è l’unica forma di controllo sull’operato di chi è al potere. Sono le nicchie di potere, esse sole, a crescere rigogliosamente, alimentate da decenni di privilegi, e connotate da una inefficienza imbarazzante, ma sempre inattaccabili, anche quando, come ora, la maggioranza dei cittadini calabresi, vive sulla propria pelle, addirittura l’incubo della sopravvivenza. Chi rappresenta una comunità come questa, ridotta ormai, anche demograficamente, all’osso, non può invocare, né ricevere, solidarietà, che è un sentimento da rivolgere a chi è in una condizione di reale svantaggio e sofferenza. Piuttosto si invochino, in questo caso, le “garanzie” da ciascuno di noi reclamabili, riconosciute dall’attuale sistema processuale penale; prima fra tutte, la presunzione di innocenza. In questo senso, il presidente Scopelliti, avrà certamente, chi saprà, dal punto di vista tecnico, diligentemente difenderlo.
Ma la responsabilità politica, è bene precisarlo, viene molto prima di quella penale, e poi, non tutti i reati sono allo stesso modo “compromettenti”: nessuno infatti, starebbe qui a chiederne le dimissioni, se si fosse trattato, ad esempio, di un’accusa di ingiuria, di diffamazione o di minaccia, ma già solo il lontano sospetto di aver falsificato un bilancio, porterebbe a rimuovere, e senza esitare, anche un semplice amministratore di condominio. Pertanto, il presidente Scopelliti non tema le aule di giustizia, ed eserciti il suo diritto di difesa, rassegnando al più presto le dimissioni da governatore della regione Calabria, affinché l’ombra del suo recente e personale passato, non si allunghi oltre, oscurando il ruolo pubblico che riveste oggi. Dimostri la propria innocenza senza aggrapparsi alla carica, che non è una proprietà personale né una conquista privata, ma fonte di serie responsabilità pubbliche.




