
Lui di nome faceva Giuseppe, per gli americani Joe, di cognome Riverso, la sua Satriano dalla quale era partito da ragazzo non l’aveva mai dimenticata.
Almeno un paio di volte all’anno, infatti, da New York ritornava e non solo per i suoi genitori, Domenico e Teresina, che da lì partirono negli anni ’60. L’11 settembre di dieci anni fa, come tutte le mattine, Joe era appena arrivato al 104esimo piano di una delle torri gemelle a Manhattan e si apprestava a mettersi a lavoro. Aveva 34 anni, era padre di una bimba di sette anni, amici e conoscenti lo ricordano ancora oggi per la sua giovialità ed il suo buonumore. L’attentato si portò via tutto di lui, compreso il corpo mai trovato.
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Lei di nome faceva Laura e di cognome Angilletta. L’11 settembre di 10 anni fa, ultimo giorno della sua vita, aveva 24 anni e lavorava da ragioniera in un’agenzia di assicurazioni al 100esimo piano di una delle due torri. Lei, invece, era nata in America pur tuttavia era legatissima a Grotteria da dove negli anni ’60 papà Antonio e mamma Dorotes partirono alla volta del nuovo mondo. Quel giorno in ufficio avrebbe dovuto esserci anche la sorella Maria, impiegata anche lei e rimasta a casa per un malore.




