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Giovanni Nucera (Popolari e liberali): “Il futuro del centrodestra passa dalla solidarietà liberale”

7 Giugno 2011
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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giovanni_nucera
di Damiano Praticò – Giovanni Nucera, consigliere regionale e componente dell’Ufficio di Presidenza, dirigente nazionale del Movimento “Popolari e liberali” nel Pdl, di cui è anche

coordinatore calabrese, è stato protagonista, con la sua corrente interna, degli ottimi risultati raggiunti dai “Popolari e Liberali” alle ultime elezioni amministrative. Nucera, di estrazione democristiana, ha definito la crescita del suo movimento ‘un arricchimento interno del Popolo della Libertà’. “La nostra azione politica – ha affermato – non va letta come un tentativo di distacco dal Pdl. In Calabria è una forte intuizione che ha precorso i tempi rispetto alla filosofia di mutamento che cresce dentro il partito. La segreteria unica affidata ad Alfano è la forte necessità di recuperare una cultura moderata che sia orientata ai valori del cattolicesimo democratico e del liberalismo, ponendo la solidarietà al centro“. Si recupera la vecchia dottrina sociale di mercato, mirante alla tutela smithiana della persona, ma non indifferente ai disagi dell’individuo-massa. “Il nostro scopo precipuo – ha proseguito Nucera – è rivedere l’anima filosofica del Pdl. Fino ad oggi è prevalso uno spirito di impronta craxiana; in futuro si deve ritornare (vedi nomina Alfano) allo spirito moderato di centrodestra che in fondo era l’ideale culturale, tramite cui, per cinquant’anni, ha dominato la cultura democristiana“.
Ma allora come ci si deve approcciare all’esperimento “Popolari e Liberali”, soprattutto a livello regionale? Potrebbe essere un valore aggiunto o una spia d’allarme per il Pdl? “La lista “Popolari e liberali”, la quale è fortemente radicata nella cultura cattolico-democratica nel rispetto della laicità della politica, ha dimostrato – sottolinea Nucera – in tutta Italia, ma soprattutto in Calabria, con i risultati conseguiti a Cosenza, Reggio e Crotone, di essere pragmaticamente un importante dardo nella faretra del Pdl. I risultati parlano: tre consiglieri comunali a Cosenza, uno a Reggio per Comune e Provincia, uno a Crotone di area popolar-liberale, diversi Sindaci in tutta la Calabria“.
Il consigliere regionale ha, inoltre, focalizzato l’attenzione disegnando l’attuale Amministrazione Scopelliti come una sorta di retta parallela rispetto alle precedenti esperienze di Governo a livello regionale, anche con quella di centrodestra targata Chiaravalloti. “Ci sono diversità storiche ma anche una differente cultura di governo tra Chiaravalloti e Scopelliti. Quest’ultimo ha saputo imprimere una marcia diversa. Il suo grande merito è quello di aver dimostrato il coraggio di affrontare le grandi riforme, specie sulla sanità, che gli altri, sia Chiaravalloti ma anche Loiero, non hanno avuto“.
Per quanto riguarda il ruolo politico del Consiglio Regionale, il quale si è ritagliato negli ultimi tempi sempre maggior spazio, Nucera ha riferito che “il ruolo dei parlamenti regionali, in un’epoca di svolta federalista, è sempre più rilevante e responsabile sul piano della garanzia e dell’equilibrio tra le competenze di governo e il rispetto dell’assemblea parlamentare, comprese le minoranze. Lo stesso Ufficio di Presidenza non è più chiamato ad un ruolo meramente burocratico, ma esercita una grossa funzione di controllo e di garanzia per il rispetto delle regole democratiche, nonchè di raccordo tra i due organi“.
In seguito, un risalto alla democrazia interna del Pdl, con una piccola stoccata all’Udc di Casini: “Il rapporto tra Pdl e Udc è un rapporto tra una coppia in cui una componente è fortemente innamorata e l’altra costantemente la rifiuta. Non è una semplice dichiarazione, ma la presa d’atto dei comportamenti ondivaghi che Casini dimostra di avere ai continui richiami che, dal Pdl, ormai vengono rivolti non solo a livello centrale ma anche a livello territoriale. In alcuni territori si condivide l’esperienza di governo, in altri si è in contrasto. Questi atteggiamenti disorientano gli elettori, quando invece sarebbe importante strutturare, insieme, un progetto politico generale, alternativo alle sinistre. I numeri in Calabria – ha continuato Nucera – danno ragione alla segreteria regionale presieduta da Scopelliti. Per cui diventa difficile non esprimere una piena condivisione alle scelte che complessivamente vengono fatte sul piano delle alleanze. Tuttavia ormai è un fatto ineludibile: il Pdl deve procedere alla selezione della classe dirigente partendo dal basso, cioè dalla capacità di essere non solo elettoralmente ma anche dentro la coalizione, una classe dirigente espressione della base. Tutte le componenti sociali che costituiscono il partito hanno legittimità di cittadinza in una dialettica di sensibilità che ha contraddistinto storicamente le tante anime presenti nello scenario politico nazionale. Mi riferisco in particolare ai: cattolici, socialisti, conservatori; ciò non significa necessariamente restaurare antiche correnti che, pur tuttavia, hanno consentito alla Dc di governare per cinquant’anni e segnare le più belle pagine della storia repubblicana, ma guardare alla necessità  di superare l’odiosa spartizione su cui è nato il Pdl. Anche perchè dal predellino del 2007, è mutata la struttura organigrammatica del partito e sono cresciute diverse sensibilità interne. Lo stesso Berlusconi ha preso atto di ciò con la nomina di Alfano. Il berlusconismo in Italia ha segnato vent’anni della nostra storia. Oggi è tempo della costruzione di un’architrave dei moderati che dovrà essere utilizzata per altri vent’anni, pur riconoscendo che lui è un’icona“.

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