Di seguito la nota dell’associazione Ethos:
Pochi giorni prima delle ultime festività pasquali, tra le notizie dei TG nazionali, è stato dato ampio spazio agli operatori turistici di Jesolo, località balneare in provincia di Venezia.
Molti degli addetti ai lavori intervistati lamentavano il fatto che, per ragioni di natura “politica” che hanno distratto l’Amministrazione Comunale, la stagione estiva sarebbe partita in ritardo, il 1° Maggio anziché il 25 Aprile. Jesolo, Nord Italia, dove ancora fa freddo ed il sole non riscalda a sufficienza. A Reggio, nota per essere “Città Turistica”? L’Amministrazione Comunale, o meglio, il Sindaco, la Giunta ed il Consiglio, attualmente impegnati in altre faccende, hanno pensato alla programmazione della stagione estiva reggina? Da dieci anni, la sola programmazione estiva fatta dall’attuale classe dirigente comunale ha riguardato quasi esclusivamente l’organizzazione di eventi ludici e la concessione delle licenze ai noti lidi privati sul Lungomare Falcomatà. Se i rappresentanti del Popolo al governo della Città avessero adottato altri metodi ed altre priorità, avrebbero probabilmente risolto i problemi del divieto di balneazione causa inquinamento lungo tutta la costa “comunale” reggina, della tutela e della pulizia delle spiagge, della corretta e più equa distribuzione dei lidi privati, del rilancio concreto del meraviglioso ed unico Lido e dell’Arena Comunale. Tuttavia, i se ed i ma non fanno la storia ed è la storia che fa vedere realmente cosa è stato fatto per Reggio Città turistica e come è stato inteso questo slogan dai soliti noti baroni della politica locale. Una seria, utile e sostenibile programmazione della stagione estiva inizia ad ottobre e non può prescindere dalla salvaguardia dell’ambiente (rete fognaria, scarichi abusivi, depurazione, abusivismo edilizio, inquinamento). Un radicale cambiamento di rotta è dovuto. A costi decisamente contenuti ed accessibili anche per le disastrate finanze comunali, è possibile far diventare Reggio realmente Città turistica, semplicemente partendo dall’esistente, rivalorizzandolo anche attraverso le eccellenze locali e le competenti esperienze dei tecnici comunali.




