Caro Ministro Brunetta, da quale pulpito viene la predica. Non sarebbe più opportuno aprire un reale confronto sulle condizioni delle regioni meridionali invece di lanciare invettive che a nulla servono se non a occupare gli spazi
mediatici?Potrei ricordare al ministro Brunetta, che rivendica la sua attività accademica da Savanarola, che proprio quando storicamente si potevano mettere in campo interventi efficaci per rilanciare l’economia del sud, lui stesso osannava Craxi e compagni della famosa Milano da bere, che attraverso il malgoverno nelle varie coalizioni hanno dilapidato intere risorse finanziarie destinate al meridione. E’ facile vomitare genericamente accuse, abbia l’umiltà politica, il ministro, di riconoscere la mancata incisività sul tema delle riforme di quel corpo politico di cui faceva parte, e, perché no, anche dell’attuale governo nazionale,del quale è parte integrante, che non mi pare metta la questione meridionale al centro della sua agenda di governo. Per inciso,poi, vorrei ricordare al Prof. Brunetta che la Palermo di Leoluca Orlando rappresentò una discontinuità rispetto al passato, con il malaffare criminale fuori dal comune, tant’è che si parlo di Primavera Palermitana. Oggi invece i responsabili dello sfascio politico delle città del Mezzogiorno che hanno subito il collasso finanziario sono proprio i suoi colleghi di partito. La realtà meridionale è indubbiamente complessa, merita una analisi articolata, bisognerebbe esplicare anche le responsabilità della classe politica ed imprenditoriale del nord, senza dimenticare le nostre ma necessita di un rinnovamento della classe dirigente che sia capace e competente. E’quello che da anni denunciamo noi di Italia dei valori quando riteniamo prioritario il superamento del berlusconismo tanto ben da lei rappresentato. E’ quanto si legge in una nota di Giuseppe Giordano, Capogruppo dell’Idv in Consiglio Regionale.




