Domani si terrà il secondo sciopero dei 74 addetti alla ristorazione degenti del Policlinico di Messina che sin dall’insediamento del nuovo gestore dell’appalto – SR-Ristorazione – vivono la minaccia del licenziamento per il 50% dell’attuale forza lavoro.
Il risparmio dettato dai tagli previsti nella proposta sanitaria del Governo Lombardo, sicuramente saranno validi ed in parte appropriati e in futuro potrebbero dare come risvolto esiti economici migliorativi nel sistema “SANITA’”, ma nel caso del servizio di ristorazione, le nostre denuncie alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica dimostrano che il risparmio rispetto all’appalto uscente è pressoché nullo, pertanto, il taglio di circa 35 dipendenti ed il relativo dimensionamento al ribasso della qualità del servizio risultano ingiustificati e assumono i connotati della privatizzazione degli utili e conseguente socializzazione del debito.
Nonostante le nostre reiterate richieste d’intervento, la Direzione Generale del Policlinico persiste nell’indifferenza assoluta, considerando trascurabile la vertenza che si trascina da anni e consentendo iniziative unilaterali all’azienda appaltatrice che non lesina atteggiamenti ritorsivi sconfinati nel licenziamento di un rappresentante sindacale aziendale che nell’esercizio delle sue funzioni denunciava lo stato di degrado in cui versa il delicato servizio da garantire all’utenza.
Il silenzio del Direttore Generale -Giuseppe Pecoraro- sta consentendo alla SR-Ristorazione di gestire in modo autarchico l’appalto pagato con soldi pubblici, le numerose omissioni degli obblighi previsti nel capitolato d’appalto, oltre a ricadere sui livelli occupazionali, ledono il diritto dei cittadini di essere decorosamente assistiti nella struttura pubblica usufruendo del servizio di ristorazione attraverso la congruità e la quantità prevista nell’appalto pagato con soldi pubblici.
Riteniamo superfluo segnalare ulteriormente le omissioni elencate nella cospicua corrispondenza inviata alle sedi competenti, per stigmatizzare le iniziative che ledono l’utenza e i lavoratori ci limitiamo a segnalare che per organizzare il servizio con la forza lavoro ridotta, i pasti, anche quelli caldi, vengono preparati verso le ore 9 per essere distribuiti alle ore 12, circa tre ore dopo (sic!), in impropri contenitori plastici del tipo usa e getta in luogo della stoviglieria di porcellana prevista nel capitolato d’appalto; con tutto ciò che ne consegue per la conservazione e il gusto degli alimenti. I ripetuti reclami dell’utenza depongono a testimonianza di quanto da mesi denunciamo senza ricevere alcuna risposta da parte della Direzione Generale del Policlinico. In tema di igiene, per evincerne i livelli, è sufficiente consultare i recenti articoli pubblicati della stampa nazionale.
Alla richiesta di tagli al costo del lavoro, avanzata con insistenza dalla SR-Ristorazione, non corrisponde adeguato risparmio di risorse pubbliche visto che la ditta uscente, con un costo simile, occupava tutti i lavoratori full-time dichiarando un significativo utile in bilancio.
L’organizzazione del lavoro con soli 35 addetti è inapplicabile, lo dimostra la richiesta di quasi 50 lavoratori avanzata dalla stessa ditta per garantire i servizi minimi in occasione dello sciopero in oggetto. Se per garantire il semplice servizio minimo sono indispensabili poco meno di 50 unità lavorative, come si può pretendere di organizzare un servizio completo decente con soli 35/40 dipendenti? La contraddizione è evidente, pertanto, restiamo in ansiosa attesa di risposta da parte della Direzione Generale del Policlinico che in fase di gara d’appalto si è riservata l’autorità di decidere sull’opportunità di eventuale riduzione del personale.
Illustrissimo Assessore Russo, l’attuale dissesto della sanità messinese, denunciato da ogni versante, non può essere liquidato ventilando infiltrazioni massoniche nel sistema, nei sui recenti interventi Lei ha avuto modo di rassicurare la cittadinanza e le parti sociali sul mantenimento dei livelli occupazionali e del servizio sanitario in generale ma siamo costretti a registrare una realtà del tutto diversa da quanto lasciavano sperare le sue dichiarazioni. Le recenti denuncie avanzate da altre Organizzazioni, relative alla gestione del pronto soccorso ed alla carenza di posti letto nelle strutture cittadine, rappresentano solo una fiammella del grande focolaio che cova dietro l’insoddisfazione di una città scelta come cantiere dei tagli, impostato per recuperare risorse pubbliche che di fatto si perdono nel circuito dell’indotto privato che mira solo al profitto osceno a discapito dell’utenza, dei lavoratori e dell’intera città!
Proprio nel settore dell’indotto registriamo una sorta di “pulizia etnica” dei lavoratori messinesi, negli appalti, molto spesso vinti da ditte oriunde, le imprese preferiscono utilizzare personale proprio e l’assenza di clausole sociali penalizza solo le nostre maestranze che riempiono le liste dei cassintegrati e dei disoccupati.
Alla luce dei fatti, il coordinatore cittadino del M.P.A. – Dott. Fabio D’Amore – che legge per conoscenza, dovrebbe prendere atto dell’ennesima contraddizione che emerge dal rapporto tra il “Governo autonomista” e le autonomie locali, tra Lombardo e la città di Messina, è una contraddizione che pesa ulteriormente in una fase storica particolarmente critica per una città che ha assunto il ruolo di cavia preferita per i tagli inflitti dal Governo Regionale.
Gli addetti alla Ristorazione del Policlinico non consentiranno che l’ennesimo dramma occupazionale si consumi nel silenzio, la Ditta appaltatrice, prima di richiedere tagli al costo del lavoro, ha il dovere di applicare il capitolato d’appalto in ogni suo punto, compresa la realizzazione di un centro di ristoro per i dipendenti che, fra l’altro, produrrebbe l’esigenza di altro personale. Lo sciopero di domani è solo il prologo di una lotta che senza l’autorevole intervento dell’Assessorato alla Salute è destinata ad inasprire i toni del conflitto e non saranno i lavoratori dell’OrSA a fare il passo indietro.
Direttivo Generale OrSA Sanità Messina




