Di seguito il comunicato dell’Unione degli Universitari di Cosenza:
Ci ri-siamo!
Dopo ….
a) l’ennesimo aumento delle tasse universitarie approvato e deliberato nel CDA del 25 giugno con un aumento delle quota DSU di € 22 per una prima rata finale di € 343;
b) dopo l’ennesimo cambio del bando/regolamento del Diritto allo Studio con l’applicazione di un nuovo modello di tariffazione degli alloggi studenteschi per idonei-non vincitori e non idonei (si arriverà a pagare fino ad € 160 per una singola) ed il subdolo ed occulto aumento delle soglie minime dei CFU richiesti per l’accesso annuale al concorso delle borse di studio (in media 5 CFU per ogni anno di carriera, escluso il primo) deciso a due settimane dalla chiusura delle sessione estiva;
c) dopo la pubblicazione delle ultime classifiche nazionali delle migliori Università d’Italia in cui l’Unical perde il primo posto della propria categoria di appartenenza scivolando al quarto;
d) dopo i finti e fasulli “virtuosismi di bilancio” proclamati in questi anni che hanno invece portato ad aumenti delle tasse studentesche, ad assurdi tagli ai servizi, a ridimensionamenti di capitoli di spesa fatti solo a scapito degli studenti, senza mai affrontare una riflessione seria sugli sprechi di bilancio –
Bene, DOPO TUTTO ciò, è arrivato l’appuntamento con il gran valzer delle immatricolazioni a numero chiuso e programmato dell’Università della Calabria per l’a.a. 2010/2011.
Una lotteria che – tra prime immatricolazioni, surroghe e convocazioni finali in aula degli esclusi e dei fuori termine – “delizierà” la popolazione studentesca dell’Unical fino ai primi di ottobre con una gran tram tram di giornate confusionarie, polemiche e pianti delle famiglie deluse, e negazione totale del sacrosanto diritto allo studio da garantire, come da Costituzione, a tutti gli studenti calabresi pronti ad investire le proprie intelligenze nella propria Regione.
Sicuramente le domande di ammissione, per i corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico, supereranno di gran lunga il numero dei posti disponibili messi a bando dalle 6 Facoltà del Campus di Arcavacata, che quest’anno risultano essere 5.225 a fronte dei 6.170 dello scorso anno e di circa 7.000 degli anni precedenti. A ciò si aggiungono i vincoli di accesso, mediante test selettivo, adottati dalle facoltà di Ingegneria e S.M.F.N. con il rischio che (a parte l’opzione di un sedicente anno propedeutico fino ad un max di 20 CFU previsto solo per S.M.F.N.) che centinaia di posti restino vacanti.
Il libero accesso all’istruzione di ogni ordine e grado è un diritto fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione negli articoli 3, 9 e 34. Ma ancora una volta si assiste ad una palese inattuazione di tutto ciò che concerne il diritto allo studio, e ci si scontra col proliferare di inutili quanto squallidi meccanismi di selezione per l’accesso ai corsi universitari.
L’UdU Cosenza da sempre si oppone allo strumento del numero programmato e del numero chiuso perché è fortemente limitativo del diritto di scelta degli studenti e continuerà a portare avanti, con macro vertenze di carattere nazionale e locale, battaglie per il libero accesso all’università e promuovendo altresì una campagna di informazione volta alla totale abrogazione della legge n. 264/99.
Questo “obbrobrio normativo”, lasciando i margini per una diffusione indiscriminata del numero chiuso e programmato, limita fortemente il libero accesso al sapere e discrimina gli studenti sulla base delle competenze iniziali. Questa legge è l’emblema della scarsa volontà di investire seriamente sul sistema universitario, e per questo va abrogata. Nella società della conoscenza diventa fondamentale per lo sviluppo di un paese la capacità di produrre nuovi saperi e di diffonderli il più possibile, attraverso un sistema universitario di qualità e di massa che sappia coniugare attività di didattica e ricerca di alto livello: sono necessari quindi, da un lato, finanziamenti adeguati alla maggiore richiesta di formazione che viene dalle giovani generazioni e, dall’altro, l’eliminazione di tutte le barriere formali e sostanziali all’accesso ai saperi. Nel nostro paese c’è ancora una relazione diretta tra il titolo di studio dei genitori e quello dei figli, indice di una forte rigidità sociale a cui né la scuola né l’università sono riuscite a dare risposta. Per questo ci opponiamo a qualsiasi meccanismo di selezione all’accesso a tutti i corsi di laurea, ancorché basati sulle votazioni riportate nel ciclo secondario superiore o su test sbagliati e senza alcuna relazione con il corso di laurea al quale si vuole accedere: lo studente deve essere valutato solo in base al suo percorso universitario, senza precludere a nessuno la possibilità di formarsi!
L’Unione degli Universitari di Cosenza lotta ogni giorno per il rispetto del diritto allo studio, contrapponendolo al rigido sbarramento del numero chiuso e programmato, dimostratosi fallimentare sotto più punti di vista, e ritiene che il sistema d’istruzione pubblica debba essere caratterizzato da meccanismi di valutazione in itinere, che non precludano la possibilità d’accesso a così tanti corsi di laurea per di più sulla base di meccanismi di selezione quantomeno discutibili. Il nostro territorio ha bisogno di un’università che possa finalmente dirsi LIBERA, PUBBLICA e DEMOCRATICA, veramente intesa come concreto volano di sviluppo socio-culturale di tutta la Calabria e per tutti i calabresi.
Come Studentesse e Studenti denunciamo una situazione incostituzionale e di totale illegalità di negazione del diritto allo studio e per questo chiediamo al Ministero dell’Università e al Governo:
– l’eliminazione di tutti i numeri programmati in ogni corso di laurea;
– l’abrogazione della 264/99 e un nuovo patto per la Legalità e l’Accesso negli Atenei; non ci possono essere barriere di nessun tipo nell’accesso al primo anno di università, il merito può essere valutato solo durante il corso di studi a partire dagli anni successivi al primo;
– l’aumento dei finanziamenti agli Atenei, con il ritiro della legge 133, perché siano finalmente le strutture ad adeguarsi agli Studenti, e non il contrario, e per un serio investimento statale sul Sistema Universitario Pubblico Nazionale;
– l’aumento dei finanziamenti nazionali e regionali per Diritto allo Studio a copertura totale delle borse di studio, con un nuovo piano straordinario di welfare studentesco;
– un nuovo sistema di orientamento serio nelle scuole per l’accesso all’università, così che gli Studenti possano scegliere liberamente ma con consapevolezza a quale corso di laurea iscriversi e le Università possano programmare la propria offerta didattica.




