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L’UDI avvia la campagna contro la comunicazione offensiva per le donne

6 Luglio 2010
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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L’UDI – Unione Donne in Italia – Le Orme di Reggio Calabria, sulla base della sua lunga militanza nel contrastare le discriminazioni di genere e la violenza contro le donne, ha fatto propria la proposta dell’UDI Nazionale di avviare una campagna contro

 

le forme di comunicazione pubblicitaria e mass-mediatica che veicolano modelli umilianti e lesivi della dignità delle donne, della loro intelligenza e delle loro risorse.
La campagna denominata “Immagini Amiche” si fa interprete della Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 relativa all’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini. La Risoluzione sollecita gli Stati membri ad adeguare leggi e decreti per regolamentare la pubblicità e svolgere un ruolo attivo di contrasto alla diffusione di immagini e modelli degradanti, legati all’idea di un erotismo unilaterale, allusivo o volgarmente esplicito, che ripropongono lo stereotipo della donna oggetto e la espongono alla violenza e alla offesa.

La campagna si propone parallelamente di evidenziare e favorire quelle forme di comunicazione e di pubblicità che migliorano la qualità delle relazioni tra i generi. Si concluderà il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e le risultanze verranno portate in sede di Parlamento europeo.

Molti comuni hanno aderito alla proposta dell’UDI (che ne sta pubblicando e aggiornando gli elenchi) e hanno adottato delibere a sostegno della moratoria della pubblicità lesiva del genere femminile. Di conseguenza, applicando la risoluzione del Parlamento europeo, non concedono spazi pubblicitari alle immagini ritenute offensive.

Nell’ambito di questa iniziativa l’UDI di Reggio Calabria ha elaborato uno SPOT già mandato in onda da RAI 3 TG regione e tuttora trasmesso dalle emittenti locali. Lo Spot ha lo scopo di segnalare come alcune forme quotidiane di comunicazione, ritenute “normali” dalla consuetudine, siano invece offensive e mortificanti perché poggiano su una disparità di relazione tra i generi, legittimando e generando violenza nei confronti delle donne, con tutti gli effetti negativi in termini di rappresentazione femminile nell’immaginario collettivo e nel senso comune.
Il corpo, e di conseguenza la figura della donna e il suo immaginario, vengono tradotti in semplici quanto logore equazioni o metafore di seduzione, e mercificati. In ogni circostanza di comunicazione, anche la più banale, il corpo e la figura della donna  sono di  servizio, non pensanti, non parlanti, semplici strumenti di piacere visivo, in ricorrenti posture erotiche codificate. Per la missione tecnica di vendita devono svolgere le funzioni simboliche di vampiro e di odalisca con la finalità del consumo-acquisto. Tali tecniche di suggestione ben studiate e sperimentate da specialisti  hanno ormai creato un vero e proprio linguaggio sul piano percettivo e, quando manca una riflessione critica, non vengono consapevolmente avvertite perché ormai hanno dato forma a una normalità.
Esprimiamo preoccupazione, esclusivamente sul piano culturale e della implicazione sociale, al di fuori di ogni possibile moralismo che censuri la nudità e la libertà dell’eros, per ciò che stiamo trasmettendo di distorto  alle giovani generazioni. Il modello unico proposto attraverso la moda, la tv, i media in generale, si traduce in modello di riferimento e ha la pretesa di dettare uno style life esclusivo elitario, dove è sottilmente implicita l’irrisione per chi non lo adotta. Un deterrente psicologico utilitaristico da cui in particolare giovani e giovanissimi  vengono fortemente influenzati  e condizionati.

L’obiettivo è anche sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di far nascere un’azione allargata e condivisa di opposizione e diffondere la consapevolezza che la strumentalizzazione del corpo femminile, usato come strategia privilegiata di marketing e ridotto ad oggetto di attrazione per il consumatore sulla base di un pretesto attrattivo sessuale, azzera in un colpo anni di lotte delle donne per rivendicare libertà, autodeterminazione, pari dignità e pari diritti.

Nel fine settimana le socie dell’UDI distribuiranno volantini informativi nel centro della città. Queste sono le prime tappe di una campagna che prenderà altre forme nel corso dell’anno.

Ecco il video realizzato per la campagna contro la comunicazione offensiva per le donne: http://www.youtube.com/watch?v=D7BdbSMGSQo
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