vista della celebrazione del 17 maggio Giornata europea contro l’Omofobia istituita nel 2006, con risoluzione del Parlamento Europeo, per ricordare quel giorno nel 1990 quando l’Organizzazione mondiale della Sanità eliminò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, definendola una variante della sessualità. L’omofobia segna ancora un’incolmabile distanza tra le persone. Una distanza che il pregiudizio dilagante rende sempre più ampia e troppo spesso causa di gravissimi atti di violenza e intolleranza, In Europa gli esempi, purtroppo, sono tanti. A volte la discriminazione è latente, subita da chi non può godere della libertà e ignorata da chi quella libertà crede, con arroganza, di poterla concedere oppure negare. Altre volte è evidente e legittimata da norme e regole che, senza ammetterlo, violano la dignità delle persone e impediscono l’autodeterminazione e la piena e libera espressione di sè. Segnali negativi arrivano da paesi fuori e dentro l’Europa. Per denunciare questo pregiudizio e questa discriminazione, ma soprattutto per esercitare la libertà di esprimersi, a Reggio Calabria si concretizza questa iniziativa congiunta di Amnesty International, movimento di difesa dei diritti umani, e Arcigay, associazione di promozione sociale costituitasi ufficialmente nel 1985 a Bologna e la cui la sezione reggina “I due mari” (
iduemariarcigay@live.it) è recentemente nata. Ad oggi conta più di 180 mila associati e la sua finalità principale è la tutela dei diritti degli omosessuali in Italia. Il programma del pomeriggio di domani, domenica 16 maggio, prevede l’allestimento di un tavolino di sensibilizzazione e raccolta a partire dalle ore 17. Il flash mob è previsto per le ore 18 sempre in piazza San Giorgio al Corso. Il momento di riflessione e sensibilizzazione di domani sarà dedicato a Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga, arrestati il 28 dicembre 2009 in Malawi a seguito della diffusione sulle pagien di un giornale locale della notizia circa la loro partecipazione a una cerimonia tradizionale di fidanzamento a Chirimba, comune di Blantyre. Accusati di “reato contro natura” e “pratiche indecenti fra uomini” in base a quanto previsto dal codice penale vigente, Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga , rispettivamente 26 e 20 anni, sono stati più volte picchiati dalla polizia e sono attualmente detenuti nel carcere di Chichiri. L’iniziativa di domani costituirà anche l’opportunità di compiere un gesto concreto di solidarietà e denuncia, sottoscrivendo l’appello di Amnesty in loro favore.




