
di Massimo Canale* – Ho appena vinto la tentazione di comunicare la mia solidarietà al Procuratore Pignatone a mezzo del solito freddo, scontato e inutile comunicato stampa, scelgo questa volta una forma diversa – e più scomoda – per testimoniare
la mia vicinanza alla magistratura reggina.
Nel corso del nostro incontro di qualche giorno addietro il Procuratore Pignatone mi ha parlato di Palermo, del suo impegno in quella Città e di come in Sicilia si stia affermando tra la gente una nuova consapevolezza del fenomeno mafioso: la Mafia, dopo anni di quasi indifferenza da parte di cittadini e istituzioni, inizia ad essere considerata un problema da tutti, è maturata una nuova coscienza sociale che porta migliaia di cittadini a percepire la mafia come un fenomeno che riguarda l’intera collettività, non solo le vittime di turno.
Ecco, credo che solo la nascita di un sentimento di portata generale possa essere la chiave per affrontare definitivamente il problema. Fino a quando ognuno di noi percepirà le saracinesche incendiate come un problema dei commercianti, le buste imbottite di piombo come un problema dei destinatari e le macchine date alle fiamme come un problema degli automobilisti, non avremo nessuna speranza di sconfiggere la ‘ndrangheta.
Al contempo ritengo che le istituzioni possano svolgere un ruolo di primaria importanza ed essere da esempio, affermando trasparenza e legalità nei propri atti amministrativi.
La Città osserva e trae conclusioni: se saremo capaci di affermare pari opportunità a tutti i Cittadini; se riusciremo a inculcare la convinzione che non è necessario “avere un amico” per ottenere il riconoscimento dei propri diritti; che quella selezione di personale sarà davvero equa e garantirà tutti i partecipanti; che quell’incarico sarà veramente conferito al più meritevole; che quel contributo sarà concesso solo nella massima trasparenza, se riusciremo a fare tutto questo, forse non sconfiggeremo immediatamente e definitivamente la ‘ndrangheta ma finalmente avremo gettato le basi per una nuova stagione nel contrasto alla criminalità organizzata. La ‘ndrangheta attecchisce dove non c’è lavoro ma anche dove non c’è fiducia nelle istituzioni pubbliche, trova il suo terreno di coltura nel bisogno e si reinventa sotto mille forme nutrendosi di finanziamenti pubblici apparentemente leciti, per questo oggi è necessario un rinnovato impegno di trasparenza.
E’ questo il mio messaggio di solidarietà alla magistratura reggina.
*Consigliere comunale del PdCI a Reggio e candidato a Sindaco della Federazione della Sinistra per le prossime Comunali




