“La Calabria libera urla e denuncia. L’altra tace”. Con questo slogan si è aperto nel pomeriggio “TUTTI CON ANGELA NAPOLI CONTRO OGNI INTIMIDAZIONE”, evento con il quale Mario Congiusta, coadiuvato dall’altra amministratrice dell’evento, la giornalista e
scrittrice Paola Bottero, si è rivolto al popolo di Facebook per chiedere una riposta concreta,
che vada al di là della solidarietà. Si legge nella pagina dell’evento:
SOLIDARIETA’. Ha ancora senso questa parola?
Solidarietà in Calabria non significa più, e da tempo, vincolo di assistenza reciproca nel
bisogno, né legame affettivo e morale che unisce i singoli membri della comunità di cui
fanno parte. Solidarietà, in Calabria, troppo spesso è semplicemente un telegramma, un
comunicato stampa, una parata di nomi con le solite frasi fatte.
Noi crediamo non solo che la solidarietà esista ed abbia un senso. Crediamo, come diceva
Corrado Alvaro, che “la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il
dubbio che essere onesti sia inutile”. E sappiamo con certezza che NON VOGLIAMO AVERE
MAI QUEL DUBBIO.
Stamattina abbiamo saputo dell’ultima infamia: le cosche della Piana di Gioia Tauro
avevano progettato un attentato contro la deputata Angela Napoli, membro della
Commissione antimafia e nostro esempio costante, come rivelato da Gerardo D’Urzo, boss
pentito della ‘ndrangheta, in una lettera recapitata dal suo legale alla parlamentare, e
riportato dal Quotidiano della Calabria.
Angela vive da tempo sotto scorta, da tempo denuncia ogni forma di criminalità, anche “di
contiguità”. Angela non ha bisogno di solidarietà. Non ha bisogno, almeno, della solidarietà
cui si è abituati in Calabria: quella fatta di quattro parole e niente più.
Siamo con Angela Napoli. Lo eravamo e lo saremo sempre.
Ma insieme, ora, dobbiamo trovare il modo per andare oltre la solidarietà “a parole” e
reagire con AZIONI REALI. Quali?
CERCHIAMOLE ADESSO, TUTTI INSIEME.
TUTTI CON ANGELA NAPOLI CONTRO OGNI INTIMIDAZIONE DI IERI E DI OGGI. PERCHE’
NON CE NE SIANO PIU’ DOMANI
Il popolo di Facebook (lo stesso che ha consegnato alla Rai le firme per protestare nei
confronti del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per l’errata notizia dell’“assoluzione di
Mills”, o che ha dato vita al Popolo Viola) sta rispondendo in modo massiccio.
«La Calabria libera urla e denuncia» ha dichiarato Mario Congiusta, che ha proseguito:
«Stiamo cercando di individuare, insieme, una o più azioni in grado di risvegliarci
dall’intorpidimento al quale sembravamo, ma non siamo, assuefatti. Quella per l’on. Napoli
è una battaglia di libertà che va al di là della politica, dei partiti, delle coalizioni, delle parate
di parole e dei proclami. Quella di stare al fianco di persone libere e oneste come l’on.
Napoli è l’unica vera scelta di campo possibile. Gli altri tacciono. Continueranno a tacere?
Noi intanto decideremo in questi giorni come trasformare la nostra indignazione in qualcosa
di concreto. Le parole non servono più: ce ne hanno fatte sentire troppe, che troppo spesso
sono state assorbite e coperte da intimidazioni, bombe e colpi di lupara. Adesso è giunto il
momento di dire basta»




