Dai nuovi dati emerge chiaramente la conferma sulla pericolosità della criminalità in Calabria – che è la Regione a più alto rischio – e che deve preoccupare, allarmare e suscitare il necessario impegno di lotta
Quello, però, che non si evidenzia ancora con la necessaria chiarezza é come si sia arrivati a questa pericolosità, chi ha alimentato questo triste fenomeno, perché non c’è stata, negli anni, da parte dello Stato, una risposta adeguata per contrastarla, perché una sorta di indifferenza della società e persino una certa reticenza delle stesse vittime
E’ certo che la criminalità organizzata non avrebbe potuto raggiungere forza, ricchezza, densità – la più alta tra le quattro Regioni meridionali afflitti dal fenomeno della criminalità organizzata – che ha raggiunto, e non ci sarebbe stato il devastante condizionamento delle principali strutture pubbliche , senza che parte del potere
politico avesse offerto le possibilità per farlo
E allora dobbiamo rivolgere necessariamente l’attenzione sul ruolo avuto dalle forze politiche, il ruolo della zona grigia costituita da conniventi esponenti politici, spregiudicati imprenditori e professionisti e da inefficienti funzionari
E non si tratta solo di mancate scelte e indirizzi di fondo nell’azione di contrasto da parte dei governi nazionali succedutisi, ma come tanti esponenti politici si sono rapportati sul problema per combattere la ndrangheta e rompere il sistema di potere colluso e corrotto
E non a caso, in Calabria, si è potuto registrare che alcuni politici ai vari livelli sono stati al centro di inchieste e di provvedimenti restrittivi da parte della magistratura.
Ma possono esserci esponenti politici apparentemente non coinvolti direttamente ma che tirano le file per mantenere l’egemonia sul territorio utilizzando altri esponenti politici disponibili a favorire determinati personaggi
Cioè si finge di non seguire e capire quello che realmente avviene per avere come corrispettivo garanzie sul sostegno nelle varie occasioni
Quello che è avvenuto in alcune aree del territorio calabrese sarebbe stato impossibile se ci fosse stata attenzione, limpidezza di comportamento, supporto politico incominciando dai più alti livelli alle forze preposte all’ordine pubblico
Per questo occorre che la lotta contro la criminalità organizzata ci sia unità, coesione delle forze sane evitando contrapposizioni, divisioni, usi strumentali e unirsi per liberare la Calabria dalla presenza mafiosa
Demetrio Costantino, Presidente CIDS ( Comitato interprovinciale per il diritto alla sicurezza)




