Una raccolta di “autografi” per intestare una strada o una piazza del Comune di Amantea a Don Giulio Spada. Chi era questo sacerdote dal fino intelletto? Fu missionario in Albania dove si distinse come evangelizzatore in uno Stato dove imperava l´ateismo, fu missionario anche a Rodi. Con l´avvento al potere del regime comunista moltissimi missionari vennero fucilati ed impiccati. Don Giulio raccontava di essere stato fortunato insieme a pochi altri frati per essere stato rimpatriato, evitando la fucilazione.
Tornato in Italia si fermò in Calabria, nella Diocesi di Tropea con la
speranza di poter ritornare un giorno in Albania. A Tropea fondò il gruppo degli scouts con dei ragazzi di strada soprannominati ” Gli Sciuscià”.
Prese possesso della parrocchia S.Maria la Pinta ai Cappuccini di Amantea nell´anno 1963. Don Giulio si distinse, ben presto, per il suo attaccamento alla catechesi dei giovani e degli adulti, oltre che per iniziative pastorali ed anche sindacali a difesa dei lavoratori, con la promozione delle ACLI.
Don Giulio Spada è stato un uomo, un cristiano un prete che ha fatto della
carità, dell’amore di Dio e del prossimo, il suo programma di vita appresa alla scuola di San Luigi Orione. Ecco perché – afferma con orgoglio Gianfranco Suriano – i cittadini di Amantea hanno deciso di chiedere alla Commissione Straordinaria del Comune di Amantea l´intitolazione di una strada o piazza a Don Giulio Spada. Non si può dimenticare la sua vita, le sue opere, i suoi insegnamenti, la particolare attenzione verso i problemi dei giovani. E proprio in una festa dedicata ai giovani come può essere la “notte bianca” che si raccoglieranno le firme sufficienti affinché un desiderio diventi realtà, un”segno”, per le nuove generazioni vivo e quotidiano.




