Per circa sei ore l’imprenditore Antonio Saladino, il principale indagato nell’inchiesta Why Not, si e’ difeso dalle accuse contestategli, ma e’ anche passato all’attacco invitando i magistrati della Procura Generale di Catanzaro a verificare il suo patrimonio ma anche quello della principale teste d’accusa, Caterina Merante. Prima che iniziasse l’interrogatorio, il primo cui Saladino e’ stato sottoposto, il difensore dell’imprenditore, l’avvocato Francesco Gambardella, ha depositato una serie di documenti e registrazione di conversazioni raccolte nell’ambito delle indagini difensive. Al termine dell’interrogatorio Saladino ha spiegato che ”sono stato consulente della Why Not di cui era, insieme ad altri due soci, ed e’ proprietaria e amministratore Caterina Merante. La Why Not e’ una societa’ di appalti di servizio e non di affitto di manodopera (interinale). Sono stato, da febbraio 2003 a maggio 2004, presidente del consorzio Brutium che agiva per nome e per conto dei consorziati tra i quali la Why Not. Quest’ultima, per le commesse acquisite, svolgeva tutta l’attivita’ per il 97% del valore della commessa. Il Brutium, per le sue attivita’, tratteneva solo il 3%”. ”Personalmente – ha proseguito – ho, invece, solo percepito la retribuzione per il lavoro da me svolto e pertanto ho chiesto ai magistrati di constatare rigorosamente la mia situazione patrimoniale ed anche quella della Merante e dei suoi soci. Nel corso dell’interrogatorio ho spiegato tutto ampiamente rispondendo a tutte le domande. Ho fiducia nella magistratura, sin da quando c’era il dottor Luigi De Magistris”. A Saladino i magistrati contestano di essere al centro di un comitato d’affari, con esponenti politici del centrodestra e del centrosinistra, che avrebbe gestito in modo illecito fondi pubblici statali e comunitari. E nel corso dell’interrogatorio l’ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria ha spiegato anche che ”le autorita’ cercavano me per sviluppare rapporti di collaborazione ed io cercavo loro per sviluppare progetti di politiche attive del lavoro. La mia piu’ grande remunerazione e gratificazione derivava dalla possibilita’ di offrire lavoro a chi non ne ha. Questo mi ha stimolato ad avere un’apertura nei rapporti con le istituzioni che andava al di la’ degli steccati ideologici”. Quella di oggi e’ stata solo una prima parte dell’interrogatorio dell’imprenditore, che proseguira’, secondo quanto e’ stato gia’ stabilito, il 26 gennaio. ”Abbiamo avuto – ha detto il difensore di Saladino – la possibilita’ di articolare e contrastare le accuse. Abbiamo intenzione di chiedere l’archiviazione perche’ i fatti ci lasciano tranquilli”. (ANSA).




