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Rifiuti pericolosi: ora si rischia l’arresto anche in Calabria

5 Gennaio 2009
in CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del decreto gia’ in vigore dal 6 novembre sull’emergenza rifiuti in Campania che, tra le altre cose, prevede l’arresto in caso di smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi o ingombranti in tutti i territori in cui lo stato di emergenza sia stato dichiarato ai sensi della legge 24 febbraio 1992 n. 225.

Le norme sono dunque applicabili anche in Calabria dal momento che dal 2 gennaio e’ in vigore il decreto con cui il presidente del Consiglio ha deliberato lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti nella Regione guidata da Agazio Loiero. Chi smaltisce in modo incontrollato (o presso siti non autorizzati) e chi abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee o incendia rifiuti pericolosi, speciali o ingombranti e’ punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi. Pesante anche la pena per lo smaltimento abusivo di immondizia da parte dei titolari di imprese e dei responsabili di enti che pongano in essere le stesse condotte: in questo caso e’ prevista la reclusione da tre mesi a quattro anni se si tratta di rifiuti non pericolosi, da sei mesi a cinque anni in caso di materiali pericolosi. Prevista anche la punizione, con l’arresto fino a un anno, anche in caso di condotta colposa. Le norme inserite nel decreto relativo all’emergenza rifiuti in Campania, ma come detto applicabili in tutte le situazioni in cui sia stato dichiarato lo stato di emergenza, prevedono tra l’altro che chiunque effettui un’attivita’ di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti in mancanza delle autorizzazioni previste sia punito con la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni, nonche’ con la multa da diecimila a trentamila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi; con la pena della reclusione da uno a sei anni e con la multa da quindicimila a cinquantamila euro se si tratta di rifiuti pericolosi. Giro di vite anche contro chi realizzi o gestisca una discarica non autorizzata: e’ prevista la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni e con la multa da ventimila a sessantamila euro. Si applica la pena della reclusione da due a sette anni e della multa da cinquantamila a centomila euro se la discarica e’ destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi. (Il Velino)

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