”La chiacchierata avuta con l’on. Salvatore Pacenza nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Regionale mi era parsa esaustiva e chiarificatrice; evidentemente l’amico Pacenza avra’ male interpretato le mie considerazioni, o forse non le avra’ comprese. Ribadisco che nessuna decisione formale e’ stata assunta dalla Giunta Regionale sull’ubicazione dell’Enoteca regionale”. Lo ha detto l’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Mario Pirillo.
”Mi meraviglia comunque che un Consigliere Regionale leghi il suo ragionamento premettendo una Delibera di Giunta Provinciale che, lo ricordo a me stesso – afferma Pirillo – non e’ propedeutica alla decisione finale, che spetta solo alla Regione”. ”Ho recentemente sostenuto – continu l’Assessore – che l’Enoteca regionale, come dimostrano le piu’ importanti regioni italiane in cui il vino e’ ritenuto un prodotto d’eccellenza, si propone alle aziende per accompagnarle nella fase di promo-commercializzazione, attraverso la progettazione e l’organizzazione di eventi in Italia e all’estero, quali fiere, workshop commerciali, seminari informativi e presentazioni di prodotti, corsi di informazione e di degustazione, attivita’ di accoglienza per operatori professionali e giornalisti stranieri. L’enoteca regionale e’, insomma, uno strumento che organizza l’evento ”chiavi in mano”, occupandosi di tutte le fasi. Ed e’ proprio per questi motivi che la scelta della sua ubicazione diventa un fattore fondamentale per il raggiungimento del suo scopo. Non e’ una semplice esposizione di vini. Ferrovie, autostrada, aeroporto internazionale rappresentano le principali reti infrastrutturali sulle quali puo’ contare la Calabria. Da qui l’idea di ubicare l’Enoteca a Lamezia Terme”.”Che il Cirotano rappresenti l’area piu’ importante nella produzione vitivinicola regionale – sostiene Pirillo – e’ un fatto che nessuno vuole disconoscere, men che meno l’Assessore all’Agricoltura, che, infatti, ha accelerato molte determinazioni a favore della terra pitagorica. L’on.Pacenza forse era distratto da altre riflessioni quando abbiamo sbloccato un PIF di 10 milioni di euro che ha interessato 51 aziende del Crotonese sulle 59 complessive. O quando abbiamo chiesto il riconoscimento della calamita’ naturale per i vigneti del Cirotano che porteranno altri 2 milioni di euro”.(ASCA)




