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    De Magistris: Per pm assolti resta rischio trasferimento

    Se ieri sono stati ”assolti” dalla sezione disciplinare del Csm, che contro l’opinione del ministro della Giustizia, ha deciso di lasciarli al loro posto, resta ancora in piedi il rischio che il sostituto Pg di Catanzaro Domenico De Lorenzo e il suo collega Salvatore Curcio, titolari dell’indagine Why not, possano essere allontanati dalla loro sede e dalle loro funzioni di pm. Su di loro pende, infatti, una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilita’, che e’ stata aperta dalla Prima Commissione del Csm a dicembre nei confronti di tutti i magistrati protagonisti dello scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro. L’iter e’ ormai vicino alle battute finali: tra sette giorni scadono i termini per la presentazione delle istanze da parte delle difese e quindi la Commissione deliberera’ se chiedere al plenum il loro trasferimento o l’archiviazione. Saranno certamente ”congelate” le posizioni dei magistrati che sono stati sanzionati ieri (il procuratore di Salerno Luigi Apicella con la sospensione da funzioni e stipendio, il pg di Catanzaro Enzo Jannelli, il suo sostituto Alfredo Garbati, e i pm di Salerno Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, con il trasferimento di sedi e funzioni), in attesa che sui provvedimenti si pronuncino in via definitiva le Sezioni Unite civili della Cassazione, alle quali quasi certamente le toghe ”condannate” faranno ricorso. Mentre per Curcio e De Lorenzo la procedura andra’ avanti e la decisione potrebbe arrivare gia’ a fine mese. E non dovrebbe incidere il fatto che la sezione disciplinare abbia escluso nello scontro tra le due procure responsabilita’ tali da ricorrere a un loro allontanamento d’urgenza. Perche’ per il trasferimento per incompatibilita’ – che ha tempi esecutivi piu’ lunghi rispetto a quello disciplinare cuatelare – basta che si sia determinata una situazione che, indipendentemente dalla volonta’ del magistrato, abbia inciso sulla ”possibilita’ oggettiva” che possa continuare ”a operare con la necessaria imparzialita’ e indipendenza negli stessi contesti territoriali e con le stesse funzioni”. Nel dettaglio la Commissione imputa ai magistrati di Catanzaro di aver ”acuito” lo scontro con i magistrati di Salerno – che avevano loro sequestrato il fascicolo Why Not e che li avevano messi sotto inchiesta – disponendo il contro-sequestro degli stessi atti e indagando a loro volta i colleghi campani; una situazione che ha ”gettato discredito e dubbi sulla correttezza dell’operato della procura generale di Catanzaro”. Intanto un’altra Commissione di Palazzo dei marescialli, la Terza, si appresta a convocare o a chiedere per iscritto ai magistrati ”condannati”, sedi e funzioni alle quali vorrebbero ora essere assegnati. Il piu’ penalizzato e’ il Pg di Catanzaro, visto che nei casi di trasferimento non volontario e’ esclusa la destinazione a incarichi direttivi o semidirettivi. Insomma, non solo Jannelli non potra’ fare il presidente di un tribunale, ma nemmeno guidare una sezione. E una batosta del genere,raccontano al Csm, non era mai toccata a un procuratore generale. L’unico precedente risalirebbe a 30 anni fa, quando venne trasferito d’ufficio per incompatibilita’ il procuratore generale di Roma. (ANSA).