Sono due i docenti dell’ Universita’ della Calabria indagati nell’ambito dell’inchiesta su una presunta truffa ai danni dell’Unione europea per il percepimento di contributi illeciti che ieri ha portato all’ arresto di tre imprenditori ed al sequestro di beni per 70 milioni di euro. Si sa che il secondo docente lavora in un settore diverso da quello del prof. Alfonso Nastro, docente al Dipartimento di pianificazione territoriale dell’ateneo, e che e’ indagato per truffa e falso. La posizione dei due professori e’ adesso al vaglio anche della Procura di Cosenza che si sta coordinando con le procure di Reggio Calabria e Palmi che hanno seguito sin dall’inizio l’inchiesta condotta dalla guardia di finanza. Alcuni dei reati ipotizzati nei loro confronti, infatti, sarebbero stati commessi a Cosenza e questo determina la competenza anche della Procura di quella citta’. L’Unical, pure indagata come persona giuridica, secondo quanto si e’ appreso, sarebbe responsabile per non avere adottato misure idonee ad evitare che propri dipendenti commettessero un reato. Il coinvolgimento dell’ Universita’, in particolare, e’ motivato dal fatto che alcuni lavori fatti dai due docenti per conto degli imprenditori arrestati sono stati fatturati dall’Unical. Complessivamente nell’inchiesta sono indagate 40 persone tra le quali figurano numerosi amministratori e consulenti delle societa’ degli imprenditori arrestati.(ANSA).




