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Processo Omnia: chiesti 236 anni di carcere

14 Novembre 2008
in CITTA
Tempo di lettura: 1 minuti
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Condanne per un totale di 236 anni e otto mesi di reclusione sono state chieste oggi dal pubblico ministero antimafia Vincenzo Luberto, nell’aula bunker di via Paglia a Catanzaro, nell’ambito dei 34 giudizi abbreviati a carico di altrettante persone coinvolte nell’inchiesta nome in codice “Omnia”, diretta a sgominare il clan Forastefano di Cassano Ionio (Cosenza). Nel procedimento, che si sta svolgendo davanti al giudice dell’udienza preliminare distrettuale Abigail Mellace, sono costituiti parte civile la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza, Confindustria Calabria e due parti offese “private” (Antonio Oriolo, e la famiglia Lombardi). L’inchiesta ha coinvolto tra gli altri anche il consigliere regionale Franco La Rupa – non arrestato ma solo indagato – poiche’ gli inquirenti ritengono che i Forastefano abbiano sostenuto la sua candidatura, e per lui il pm ha chiesto una condanna a 4 anni. Ci sono volute diverse udienze perche’ il sostituto procuratore Luberto ripercorresse il vasto impianto accusatorio, in cui a vario titolo sono contestati i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, e reati fine che vanno dalla rapina all’estorsione, all’usura, allo spaccio di droga. Secondo quanto emerse fin dall’operazione dei carabinieri battezzata “Omnia”, scattata il 10 luglio del 2007 per l’esecuzione di oltre 50 ordini di cattura, il clan non solo avrebbe imposto in modo generalizzato il pizzo agli imprenditori agricoli, agli imprenditori del terziario e agli appaltatori di opere pubbliche e private in tutta la Piana della Sibaritide, nel Cosentino, ma avrebbe inoltre gestito l’immigrazione clandestina e l’impiego della manodopera irregolare, mettendo a segno inoltre una serie di truffe all’Inps grazie a cooperative agricole di cui aveva acquisito il controllo, e grazie alle quali avrebbe assunto fittiziamente un gran numero di braccianti. Gli affiliati avrebbero infine gestito l’offerta del pescato nel territorio di Cassano Ionio, attraverso imprese, vicine al sodalizio, che rivendevano i prodotti ittici. (AGI)

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