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    Anche Prc contro l'Aiop

    “La reazione alquanto scomposta dell’Aiop dimostra che quando si parla di razionalizzazione della spesa sanitaria si tocca in Calabria un nervo scoperto”. Lo dichiara il segretario regionale del Prc, Pino Scarpelli, replicando all’associazione regionale dell’ospedalità privata sul tema del deficit sanitario regionale. “L’Aiop, il cui fine ultimo, non dimentichiamolo, è di fare profitto alcune volte in modo lecito e secondo le leggi vigenti, altre volte in modo truffaldino e sulla pelle dei pazienti (basti ricordare alcuni clamorosi scandali della sanità milanese che hanno visto come protagonista Giuseppe Poggi Longo Strevi, padrone di cliniche private e laboratori di analisi, o il caso della clinica Santa Rita dove venivano effettuati interventi chirurgici non necessari per conseguire ingiusti profitti), cerca di accreditarsi come l’unica risorsa valida per i mali salutari della Calabria. Ma se è vero come è vero che la sanità pubblica calabrese necessita di seri interventi strutturali, non si può certo dire che quella privata, a parte alcune eccezioni, brilli per la sua efficienza. Vogliamo ricordare che le sei case di cura accreditate ed ispezionate dalla commissione Serra Riccio sono risultate tutte irregolari, che villa Giose (clinica privata di Crotone) non paga in modo regolare gli stipendi ai dipendenti da alcuni mesi, che il rapporto pubblico-privato in alcune zone della Calabria (come l’alto Tirreno Cosentino) è assolutamente sbilanciato a favore del privato (sarebbe curioso andarne a verificare la proprietà), e i laboratori analisi convenzionati nel Cosentino sono addirittura 55, che un ricovero ospedaliero nell’Asp di Crotone per casi sovrapponibili costa 1391 euro nel pubblico e 2728 euro nel privato, che episodi di malasanità che si verificano nel privato, come quello di villa Elisa, vengono messi subito nel dimenticatoio. Ci sono stati manager passati dalla sanità pubblica ai massimi livelli di quella privata che, quando lavoravano nel pubblico, erano soliti spostare milioni di euro su capitoli diversi per far quadrare i bilanci. Si potrebbe continuare a lungo. Un obiettivo fondamentale per il nostro partito è un nuovo corso per le politiche sociali e salutari in Calabria, unica regione non dotata di una legge regionale organica complessiva che faccia da cornice ad una serie di interventi programmatici e controlli, triennali o quadriennali che siano, previsti dal piano sanitario regionale. Cogliamo pertanto l’occasione per promuovere un dibattito pubblico dove le nostre buone ragioni (che sono davvero tante) possano confrontarsi con quelle di altri e dove, magari, Pino Scarpelli potrebbe illustrare le caratteristiche del servizio sanitario di Cuba (che ha una mortalità infantile tra le più basse al mondo) dove, di ritorno dal Chapas, si è recato in visita”.