Processi a rischio se resta il divieto generale per le giovani toghe, magistrati di prima nomina, di essere destinate – anche a fronte di precise esigenze di servizio – a sedi disagiate. Lo ha ribadito l’associazione nazionale magistrati davanti alla commissione giustizia della Camera, sostenendo la necessita’ di una deroga. Serve una “deroga” per la scopertura di alcuni posti, ha spiegato il presidente dell’Anm, Luca Palamara, “perche’ gli incentivi economici” non bastano a coprire le sedi. “Gli uffici giudiziari di Sicilia, Calabria, Saredegna rischiano di chiudere. Di non avere pubblici ministeri per i processi , magari, di pedofilia o di rapina” . Una deroga, questa, ha aggiunto Palamara, che significa anche avere, per l’individuazione dei capi degli uffici, un modello di riferimento in cui contano di piu’ il merito e le attitudini rispetto al criterio dell’anzianita’.(AGI)




