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    Polizia, anche a Reggio, domani, protesta Consap

    “Un impiegato si sveglia con l’emicrania, va al lavoro e finisce male una pratica; un poliziotto si sveglia con l’emicrania va al lavoro e finisce male. Questa e’ la sottile differenza che ci spinge a promuovere un ricorso collettivo gratuito contro la legge Brunetta”. Lo ha annunciato il segretario generale nazionale della Confederazione sindacale autonoma di polizia, Giorgio Innocenzi, dando il via ad una mobilitazione nazionale, che domani mattina vedra’ gli iscritti al sindacato manifestare in tutta Italia. L’appuntamento e’ per le 9 davanti al ministero dell’Interno e, in contemporanea, nelle questure delle maggiori citta’ (Torino, Udine, Venezia, Genova, Firenze, Ancona, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Palermo): obiettivo della protesta, “contestare la decisione del governo che trasforma la malattia del dipendente in una colpa punendola con sostanziali detrazioni sullo stipendio”. La legge 133 – spiega la Consap – “avra’ effetti devastanti sulla motivazione professionale, il vero valore aggiunto che spinge i colleghi a rischiare la vita per difendere la liberta’ dei cittadini: ogni collega si vedra’ decurtato lo stipendio in media di 25 euro netti in caso di fruizione di malattia ma anche per congedi ex legge 104 e addirittura per assenza in caso di donazioni di sangue, piastrine e modello osseo; alle poliziotte, inoltre, non sara’ piu’ consentito assentarsi a causa di complicanze derivanti da eventuale stato di gravidanza”. Su queste basi la Consap ha quantificato l’incidenza economica dei primi 10 giorni di malattia e dei congedi sulla retribuzione mensile di ogni poliziotto “da un minimo di 140 euro ad un massimo di 290 euro, a fronte di stipendi che si aggirano in media sui 1300 euro al mese”. Contro la legge, il sindacato ha impostato un ricorso collettivo gratuito in collaborazione con l’associazione consumatori Codacons, da presentare al Tar del Lazio: in tutta Italia “si registrano gia’ migliaia di aderenti fra gli appartenenti alla Polizia di Stato”. “Le rassicurazioni pubbliche del ministro Brunetta – conclude Innocenzi – e le promesse del ministro Maroni (‘cancelleremo in finanziaria le storture di questo decreto’), non sono messe in discussione dal sindacato che, pero’, ricorda ai due esponenti del governo che le loro parole sono prive di riscontro visto che gli uffici contabili del Viminale hanno gia’ computato le prime detrazioni stipendiali”. (AGI)