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    Legambiente Calabria: "No a tagli sulle scuole"

    Legambiente rilancia la forte preoccupazione sul futuro della Calabria: “Se per risparmio si tagliano i presidi culturali, quali sono le scuole, con essi si uccidono le chance di futuro di gran parte della nostra regione.”
    Infatti se, come previsto, il criterio per stabilire la sopravvivenza dei plessi scolastici sarà quello del numero degli alunni, facendo una proiezione sui plessi che hanno un numero inferiore ai 100 alunni, in Calabria potrebbero chiudere i battenti il 92,5% delle materne e quasi il 70% delle elementari, visto che su 989 scuole di primo grado ben 680 sono plessi sottodimensionati.
    “L’imposizione di obiettivi numerici a scala regionale rischia di creare situazioni di svantaggio rispetto alla piena garanzia del diritto all’istruzione per i cittadini delle aree più marginali – ha aggiunto Vanessa Pallucchi, responsabile nazionale scuola e formazione di Legambiente – Tagli di insegnanti e personale ATA infatti porteranno alla chiusura o all’accorpamento di centinaia di scuole e plessi “sottodimensionati”. Per questo  sollecitiamo il Governo a tenere conto di queste previsioni per i criteri di razionalizzazione, che devono essere stabiliti attraverso la concertazione con gli Enti locali, altrimenti costretti a sopperire alla garanzia del servizio scolastico per tutti. I piccoli comuni rappresentano una realtà strategica per il presidio del territorio e la tenuta culturale ed identitaria del Paese e occorre prevedere specifici criteri che ne garantiscano la sopravvivenza”.
    “Lo ribadiamo con forza – ha dichiarato Maria Rosaria Paluccio, responsabile scuola e formazione di Legambiente Calabria – il sapere è la vera chance per liberarsi dal giogo della malavita e del ritardo economico e poter guardare al futuro con fiducia, invece la Scuola rischia di essere considerata “solo” il luogo dove far quadrare i conti dello Stato per ridurre la spesa pubblica operando tagli in maniera indiscriminata: tagliare la cultura uccide il futuro. La Calabria deve già recuperare un fortissimo disagio insediativo, in oltre l’86% dei suoi Comuni, e mentre si programmano gli ultimi fondi speciali concessi dalla Comunità Europea, i fondi strutturali 2007-2013, per colmare il ritardo di sviluppo, come si può ritenere coerente chiedere alle nostre piccole comunità, residenti in questi Comuni, di far quadrare i conti dello Stato rinunciando a ‘saper leggere e scrivere’?”.
    Legambiente Calabria rilancia la richiesta alla Regione, all’Ufficio scolastico regionale, alle cinque Province e agli Enti locali di difendere con forza e determinazione le comunità dei piccoli centri, concordando insieme i criteri di razionalizzazione e adottando parametri e soluzioni territoriali consoni ai bisogni e alle peculiarità delle diverse realtà. I piccoli comuni calabresi non possono assolutamente essere considerati un problema, bensì una delle principali risorse calabresi da saper valorizzare. Sono l’identità della Calabria, la scommessa attraverso cui costruire il futuro di qualità della Calabria che vorremmo.