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    Delitto a Como: si segue pista ‘ndrangheta

    Un preoccupante ritorno della ‘Ndrangheta nel Comasco dopo le maxi inchieste di inizio Anni ’90, ma con una inquietante modalita’ di esecuzione delle ‘sentenze di morte’ che per la provincia di Como rappresenta una sorta novita’. Gli investigatori impegnati da venerdi’ sera nelle indagini sull’omicidio di Ciccio Mancuso, freddato da un killer mentre era seduto al tavolino di un bar di Bulgorello di Cadorago, non nascondono i loro timori legati a un modus operandi che ricorda sin troppo facilmente quelli della criminalita’ organizzata e usato soprattutto nelle guerre fra clan avversi in Calabria, come in Campania e in Sicilia. Una preoccupazione che, pur mancando conferme, sembra aver convinto gli stessi investigatori, coordinati dal Sostituto Simone Pizzotti della Procura di Como, a confrontarsi con i colleghi del Milanese e del Varesotto impegnati a loro volta in due casi che presentano diverse analogie. Il primo nel marzo scorso a Verate Brianza, a pochi chilometri dal confine con la provincia di Como, dove fu ucciso un importante esponente della ‘Ndrangheta mentre si trovava nei pressi di casa; il secondo nel luglio scorso a San Vittore Olona (nella zona di Legnano), in provincia di Varese: pure in questo caso fu ammazzato un boss della ‘Ndrangheta in un bar del paese: la vittima, Carmelo Novella, fu uccisa da due uomini nel cortile di un bar mentre era al tavolo con altre due persone. Subito dopo essersi alzato per caffe’ si erano avvicinati in due a volto scoperto, con giubbotti da motociclisti e che spararono tre colpi al volto e al torace. Novella, calabrese, era pregiudicato per reati connessi all’associazione mafiosa) e pare fosse legato ad un clan della ‘Ndrangheta. Un altro elemento che potrebbe far propendere gli investigatori per un regolamento di conti legato alla malavita organizzata per dare una spiegazione al delitto di Bulgorello, e’ il fatto che recentemente il Servizio centrale operativo della Direzione anticrimine aveva evidenziato la presenza di ‘locali’ ‘ndranghetisti legati alla famiglia di Salvatore Mancuso, capoclan di Limbadi (Vibo Valentia), da tempo arrivata ad allungare i propri tentacoli malavitosi in provincia di Como e coinvolta in una inchiesta su un arsenale trovato in un garage di Seregno nell’ambito dell’operazione ‘Sunrise’ compiuta nel giugno 2006. Gli investigatori, tuttavia, sottolineano che non vi sarebbero legami di parentela con la vittima di Bulgorello. Le indagini, oltre all’esito dell’autopsia affidata al Dr. Giovanni Scola dell’ospedale Sant’Anna di Como, attendono anche un responso dalla perizia balistica che, oltre a ricostruire la dinamica del delitto di venerdi’ scorso, dovra’ fornire risposte sull’arma utilizzata, verosimilmente un revolver calibro 38 dato che sulla scena del crimine sono state trovate tre ogive ma non bossoli. I tecnici della Scientifica inseriranno gli elementi disponibili nella banca dati per capire se l’arma sia gia’ comparsa in altri omicidi o fatti di sangue. (AGI)