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    Aborto: in Italia 60% obiettori

    Sull’attuazione delle legge 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg) ‘pesa’ il fenomeno dell’obiezione di coscienza da parte di medici e personale sanitario che, in alcune situazioni, rende difficile l’accesso all’ivg da parte delle donne entro i tempi previsti, come sembrerebbe esere successo nel caso della donna che ha denunciato l’impossibilita’ di abortire in un ospdeale romano per la mancanza di medici non obiettori. L’obiezione di coscienza, secondo gli ultimi dati disponibili, raggiungerebbe infatti il 60% tra i ginecologi sul territorio nazionale. A livello nazionale, nelle strutture sanitarie pubbliche risulta ‘obiettore’ il 60% dei ginecologi, il 46% degli anestesisti e il 39% del personale non medico. L’obiezione di coscienza, maggiormente diffusa nelle regioni meridionali, rappresenta dunque, commentano vari esperti, un fenomeno che andrebbe considerato, ed in qualche modo ‘affrontato’, ai fini dell’applicabilita’ stessa della legge 194. Anche perche’, avvertono i ginecologi, le maggiori difficolta’ che le donne incontrano in questi casi rappresentano un elemento che, indirettamente, finisce per favorire il ricorso all’aborto clandestino. Fenomeno che, pur in notevole diminuzione rispetto agli anni passati, ancora oggi fa registrare in Italia numeri elevati, attestandosi a circa 20.000 casi nel 2006. (ANSA).