Ho letto con stupore le dichiarazioni di mons. Graziani sulla vicenda delle impronte digitali ai bambini rom e mi domando se rispecchiano il pensiero della Conferenza Episcopale Calabra. Secondo il vescovo di Crotone, infatti, la rilevazione delle impronte servirà a “dare un’identità a questi bambini sprovvisti di documenti nel loro interesse e per stroncare traffici criminali”. Come se non bastasse accompagna tali affermazioni da giudizi pesantissimi su Fam iglia Cristiana che nei giorni scorsi ha stigmatizzato il provvedimento bollandolo come razzista. “Che ne sanno loro? Nel loro servizio partono dal classico buonismo cattolico autolesionista che alla fine premia giochi e interessi criminali molto più forti e presenti”. Mons. Graziani, invece, dichiara di parlare a ragion veduta (ho parlato a lungo con le forze di polizia, con il prefetto e mi sono fatto un’idea).Io mi occupo di politiche sociali e su questi temi non ho mai pensato che il Prefetto o la Polizia di Stato, che hanno altri compiti, potessero definire linee di intervento. Probabilmente neanche gli operatori della Comunità di S. Egidio ne sanno molto, o non hanno parlato con esponenti delle forze dell’ordine, visto che solo qualche giorno fa hanno dichiarato che il provvedimento di Maroni migliora, se così si può dire, un sistema che era usato dal regime di Vichy per identificare i nomadi. Migrantes, che mi pare sia un organismo della Cei, si è dichiarata su posizioni diverse da quelle espresse dal Vescovo di Crotone.Incomprensibile appare poi l’accusa alla sinistra che “da tempo … cavalca la tigre dell’immigrazione clandestina come strumento di lotta politica”. Certo non mi sono accorto che Calderoli, Bossi, Alemanno, Fini, Maroni, Bonaiuti siano, o siano mai stati, di sinistra: ma tant’è. Un dubbio però mi resta, mi rode come un tarlo. E da cattolico, ancorché per qualcuno passibile di scomunica perché professo, difendo, propago principi comunisti, nonché sono stato candidato e ho votato per un partito comunista, mi chiedo: ma allora tutti i d iscorsi sul rispetto della dignità delle persone, sulla condivisione, sull’accoglienza, il Concilio, la Rerum Novarum, la Pacem in Terris, la Gaudium et Spes, la Populorum Progressio, la Centesimus Annus, sono solo enunciazioni di principio? Oppure parlano, come Famiglia Cristiana, in linea teorica, ma solo teorica. E, Primo Mazzolari, Giuseppe Dossetti, Lorenzo Milani, Ernesto Balducci, Italo Calabrò, Tonino Bello, e tanti altri testimoni del loro e del nostro tempo, hanno sbagliato ad interpretare quegli scritti?In attesa di una interpretazione autentica, cercherò di rivedere le mie convinzioni: pensavo che gli italiani fossero tutti uguali e, a norma dell’articolo 3 della Costituzione, avessero gli stessi diritti. Ma evidentemente sbagliavo, la condizione perché questo avvenisse era facile e non si è mai realizzata per colpa della sinistra. Non ci siamo mai fatti schedare, almeno ufficialmente. Speriamo allora che presto il governo identifichi anche gli ebrei, gli omosessuali, i disabili, i preti operai, le donne che abortiscono, gli obiettori di coscienza (non quelli contro l’aborto però), i senza fissa dimora, gli alcolisti (finalmente non più anonimi), i missionari, i poveri, magari anche i comunisti (cattolici e non), ecc.. Sarà solo per il loro bene, potranno godere di misure costruite apposta per loro, ci penseranno Maroni, Sacconi e Tremonti, qualcuno è già pronto a benedire. E in generale, “Quando una nazione chiede al suo governo soprattutto il mantenimento dell’ordine è già schiava nel suo animo” (Tocqueville). Reggio Calabria, 7 luglio 2008- Pasquale Neri ; Responsabile Politiche Sociali PdCI Calabria