Come per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto e altre imponenti opere pubbliche, e’ necessario che, anche in riferimento alle opere previste per l’Expo e i fondi che arriveranno, ”si vigili perche’ la ‘ndrangheta non possa insinuarsi”. L’ex presidente della Commissione antimafia Francesco Forgione e’ cosi’ tornato su alcune affermazioni fatte in un recente convegno a Milano: ”La considerazione prendeva le mosse dal ponte sullo Stretto e ho spiegato, che come per qualsiasi grande opera, la ‘ndrangheta e’ interessata e si attrezza, perche’ il controllo del ciclo del cemento e’ uno dei suoi elementi costitutivi”. ”Cosi’ come e’ accaduto per lo stretto, secondo alcune inchieste, e anche per la Tav e la Salerno-Reggio Calabria – ha detto Forgione -, e’ necessario che si attivino strumenti di controllo per evitare che anche nelle opere dell’Expo la’ndrangheta possa infiltrarsi, dal momento che, con il sistema dei subappalti, dei prestanome e’ in grado di aggirare i controlli, anche la certificazione anti-mafia”. Forgione e’ d’accordo con il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che si e’ detta favorevole alla costituzione di una Commissione antimafia comunale: ”E’ significativo che accada in un giorno in cui viene portata a termine un’operazione antidroga a Quarto Oggiaro (Milano) che dimostra come sia invasiva l’attivita’ della criminalita’ organizzata in questo territorio”. (ANSA)




