• Home / CITTA / Comunità montane, nota dell'Assessore Frascà

    Comunità montane, nota dell'Assessore Frascà

    ”I criteri utilizzati per il riordino del sistema delle comunita’ montane calabresi sono stati, soprattutto, quelli della logica, dell’equilibrio e del risparmio delle risorse pubbliche”. L’assessore alle Riforme e al Personale della Calabria, Liliana Frasca’, torna a parlare del progetto di legge che ha ottenuto il parere favorevole della Commissione ”Affari istituzionali” del Consiglio regionale. ”Nella sostanza, i criteri proposti nel provvedimento – sottolinea l’assessore – non sono stati modificati e questo ha consentito di licenziare un articolato che, di fatto, mantiene intatta la ratio della legge. E’ vero che, rispetto alla mia proposta, il numero degli enti e’ passato da 17 a 20 – sostiene l’esponente della Giunta – ma solo perche’ si e’ fatta la scelta di istituire comunita’ montane composte da un numero inferiore di comuni. Peraltro – prosegue – abbiamo ridotto del 70 per cento le spese per gli emolumenti di amministratori e consiglieri. Possiamo, pertanto, affermare che il piano di riduzione dei costi della politica, da questo punto di vista, non e’ affatto cambiato. Sento di ringraziare – continua l’assessore – i rappresentanti di maggioranza e opposizione del Consiglio regionale, che ieri in Commissione, dopo un confronto serrato e costruttivo, hanno dato il via libera al provvedimento, che lunedi’ approdera’ in Aula”.

    Liliana Frasca’ evidenzia altresi’ come ”gli interventi in materia non siano conclusi: subito dopo l’approvazione di questa legge – dice – ci metteremo al lavoro con i rappresentanti di Anci, Upi, Uncem, Legautonomie e con il Dipartimento ”Agricoltura e Foreste’ per una rivisitazione della legge regionale 34 del 2002, per dare finalmente alle comunita’ montane ruoli e funzioni che, finora, non hanno avuto”. ”Molto, pero’ – secondo l’assessore – dipendera’ dalla prossima Finanziaria nazionale che, non si esclude, portera’ ad una ulteriore riduzione delle risorse disponibili per le comunita’ montane, se non addirittura alla loro soppressione. E’ chiaro che, in un siffatto contesto, dovremo dare vita ad un nuovo modello organizzativo degli enti sub-regionali”. (Asca)