Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita d’Italia ed esarca dell’Europa Meridionale Mons. Ghennadios Zervòs ha deciso ed il padre Ghennadios Dionisiatis è stato allontanato dal sacro monastero ortodosso di San Giovanni Theristìs in Bivongi. Trascorsi appena due anni dalla rimozione dal monastero bivongese del suo primo superiore proveniente dal monte Athos, padre Kosmas aghiorita, l’arcivescovo Zervòs, nonostante le proteste di molti fedeli, ha deciso di mandar via il nuovo archimandrita, padre Ghennadios Dionisiatis. Il Monastero si trova in una zona ove il monachesimo greco – ortodosso è fiorito tra l’VIII e l’XI secolo, quando la Calabria era sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico. Il suo “Katholicon”, che risale all’XI secolo, è stato recentemente restaurato e riedificato come era anticamente dalla Soprintendenza per i beni culturali della Calabria grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, attualmente guidata dal sindaco Ernesto Riggio. Nel territorio del Monastero si trova anche la Grotta e la Santa Fonte (Aghiasma) del Santo (X sec.). Nel dicembre 1994, il Consiglio Regionale della Calabria all’unanimità ha dichiarato ‘’sacra’’ la zona bizantina tra i fiumi Stilaro e Assi, per facilitare la presenza di monaci greco-ortodossi. Il 24 febbraio 1995 il Comune di Bivongi ha concesso il Monastero alla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia per 99 anni, contribuendo così al ristabilimento dei legami plurisecolari tra il monachesimo italo – greco e quello athonita. Il Monastero celebra la sua festa patronale il 24 febbraio, commemorazione di San Giovanni Theristìs (Mietitore). Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, nell’ambito della Sua visita-pellegrinaggio nella Calabria bizantina, ha visitato il Monastero (21 marzo 2001) portando per il suo Katholicon una piccola riliquia di San Giovanni Theristìs dall’omonima basilica di Stilo (RC). Oggi il monastero in Bivongi, a causa di questo brusco traferimento rimane chiuso, senza una guida spirituale. Per visitarlo infatti i molti turisti che vogliono visitarlo devono rivolgersi direttamente al comune, che ne è proprietario.
Elia Fiorenza




