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    Fiamma Tricolore su lavori di Pettogallico

    Dal dirigente nazionale di Fiamma Tricolore, Giuseppe Minnella, riceviamo e pubblichiamo 

    Passano gli anni, cambiano le giunte, ma il modo di fare politica è sempre lo stesso.
    “Prendere in giro la gente”: è questa la parola d’ordine dei politici calabresi che in questi ultimi mesi hanno avuto a che fare più con la giustizia che con l’amministrazione della regione.
    E puntualmente, nonostante cambi il colore politico della maggioranza, la popolazione reggina viene sempre presa a pesci in faccia.
    Dopo gli scandali della sanità e di Tesi, l’attenzione della Fiamma non può non soffermarsi sugli “strani movimenti” in corso a Pettogallico.
    La Fiamma Tricolore, strenua accusatrice del governo Chiaravalloti riguardo i fatti dell’ex-cartiera di Pettogallico e che già in passato è scesa in piazza accanto alla popolazione locale per opporsi a tale sfregio paesaggistico-ambientale esige chiare spiegazioni dall’odierno governo regionale riguardo alle manovre in atto di questi giorni.
    Credevamo che Pettogallico fosse ormai una situazione risolta, che il buon senso avesse prevalso sulle assurdo e invece, come è solito accadere in Calabria, ecco un nuovo campanello d’allarme.
    Come tre anni fa, la Fiamma chiede ancora una volta l’interessamento delle istituzioni regional, del sindaco Scopelliti e del Prefetto affinché venga oggi e per sempre messa la parola fine a quelle che è stato uno dei più brutti capitoli della recente politica regionale.
    Siamo sin da oggi disposti ad affermare che qualora tali risposte dovessero tardare o essere come al solito vaghe saremo pronti ad intervenire per impedire assieme alla popolazione locale, qualsiasi ripresa dei lavori.